Fiammotto: «Tutti piegati alla Covisoc»

NUORO. La Nuorese è fuori dal campionato di Seconda divisione. La Camera di conciliazione del Coni non ha ritenuto valido il ricorso della società verdeazzurra ed ha confermato le decisioni della Covisoc. Secondo quanto riportato nel dispositivo della sentenza il collegio arbitrale non ha considerato legittimo il ripianamento del debito societario di 168 mila euro fatto dal presidente Roberto Goveani. Il Collegio infatti, non ha ritenuto valida né la fideiussione presentata dal presidente tramite un istituto di credito, ritenendo l’istruttoria incompleta, né il versamento in contanti fatto il 22 luglio da Goveani.

La sentenza della Camera di conciliazione è arrivata al termine di una giornata ricca di tensione. Il presidente dopo aver appreso la notizia non ha voluto fare commenti, ma ha convocato per stamattina, alle 12.30, una conferenza stampa. Il commento ufficiale della società è stato affidato all’amministratore delegato Edoardo Fiammotto che ha attaccato duramente la Figc. «Mi aspettavo questa sentenza perché sapevo benissimo di essere in un mondo in cui le regole non contano niente - ha affermato Fiammotto -. Noi riteniamo di essere nel giusto, ma non possiamo combattere con un’altra giustizia. Pensavamo di essere in Italia, invece siamo in un paese dove esiste una Federazione che ha dei pretoriani che sono, nello stesso tempo, accusatori, giudici ed esecutori. Nessuno ha il coraggio di alzare la testa e vedrete che salterà anche il presidente della Lega Pro Macalli perché si è permesso di criticare un sistema che non è più accettabile».

La Nuorese è convinta di aver subito un’ingiustizia ed è pronta, carte alla mano, a dimostrarlo pubblicamente. «Nel corso della conferenza stampa vi farò vedere perché abbiamo ragione. Abbiamo speso 50mila euro in ricorsi e avvocati per poi vedere che esiste un collegio arbitrale che non ha nessuna indipendenza e che si è piegato alla volontà della Covisoc». Sulla possibilità che la Nuorese si rivolga al Tar del Lazio l’ad non si pronuncia. «Noi abbiamo scelto di stare nel sistema. Andare al Tar vorrebbe dire uscirne. Goveani, comunque, parlerà della questione con l’avvocato Enrico Lubrano. Quello che posso dire è che non so se il presidente, dopo quanto successo, avrà ancora voglia di parlare di calcio nei prossimi anni. Prima si dovrà disintossicare».

I giocatori hanno accolto con sorpresa la bocciatura del ricorso. «Ho appreso la brutta notizia. Avevo sentito i dirigenti alcuni giorni fa e mi avevano rassicurato - commenta Alessandro
Steri -. Eravamo pronti a partire in ritiro, ma è arrivata questa doccia gelata. Adesso, penso, la società farà ricorso al Tar, e per quanto mi riguarda, aspetterò l’esito della vicenda. Questa esclusione, comunque, complica la stagione perché fa slittare il ritiro e il competamento dell’organico».

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