Fischi ingenerosi per Larrivey

L'attaccante esce dal campo contestato ingiustamente dal pubblico

 CAGLIARI. Non hanno suonato bene i fischi all'uscita dal campo rivolti a Joaquin Larrivey, sostituito da Ribeiro al 63'. Non si può chiedere al tifo di essere giusto. È un sentimento di pancia che esprime desideri, sogni, voglia di vincere. In quanto tale, il tifoso è preda stabile di uno stato febbrile che nulla ha a che vedere con l'equilibrio e la pacatezza. Oscilla come un pendolo tra l'entusiasmo dell'innamorato e il livore dell'amante deluso.  A «patire» le aspettative del pubblico rossoblù, ieri contro il Parma, sono stati due attaccanti, disposti su versanti opposti nel cuore delle curve, Victor Ibarbo, nuova fiamma del Sant'Elia, autore di un gol capolavoro che ha squarciato il cielo grigio delle fantasie cagliaritane e Joaquin Larrivey, promessa di felicità calcistica non mantenuta, con all'attivo sette gol nei tre anni disputati con i colori rossoblù.  Non meritato il dissenso nei confronti di Larrivey, almeno per quanto visto nella partita contro il Parma. L'attaccante argentino è stato protagonista dell'unica azione da gol creata dai rossoblù, dopo un lancio in profondità di Cossu, sul quale ha angolato un tiro finito a pochi centrimetri dal palo più lontano, anticipando il portiere in uscita. Per il resto della partita ha espresso quanto fatto dal resto della squadra, né più, né meno, mostrando la solita generosità, non sempre ripagata dal risultato e, comunque, non abbastanza sostenuta da quei lanci in profondità e per linee verticali che sono il pane per l'attaccante e il companatico per il pubblico che vuole gioco e spettacolo espressi da tutta la squadra.  Per Victor Ibarbo, il nocciolo duro del tifo rossoblù ha aperto una linea di credito in bianco, ogni tocco di palla è un fremito di entusiasmo, l'attesa di una magia. Da lui ci si aspetta che prenda in mano le sorti offensive del Cagliari e voli verso la porta avversaria a mostrare miracoli e mietere gol. Una responsabilità eccessiva per un ragazzo di 21 anni che gli esperti dicono abbia la stoffa del campione ma che ancora deve trovare equilibrio in campo e sicurezza nei propri mezzi. Caricarlo di eccessive attese può non essere
un bene per un giovane che ha le carte in regola per diventare un beniamino del Sant'Elia, come prima di lui altri campioni. Riguardo alle linee di credito, il tifo rossoblù dovrebbe aprire un conto di sostegno anche per Larrivey, potrebbe regalare emozioni quando meno la curva se lo aspetta.

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