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Travis: «Mai avrei potuto indossare un’altra maglia»

Dal ritiro della nazionale TD12 Diener racconta i retroscena della firma L’amore per Sassari e per la Dinamo sono stati più forti di qualsiasi offerta

SASSARI. Non ci sarà mai un altro Travis Diener, capace di far impazzire Sassari in un’afosa notte d’estate con la notizia del ritorno alla Dinamo. E anche lui ha capito che non avrà mai più un’intera città ai suoi piedi: «Alla fine, mi sono reso contoche non avrei mai potuto lasciare Sassari». Dal ritiro della nazionale a Folgaria Travis racconta le sue emozioni e i perché di una decisione che, come uno dei suoi tanti tiri vincenti, è arrivata sulla sirena e rovesciato una situazione che sembrava compromessa. Per ora i tifosi devono accontentarsi di qualche foto sul web e per dovranno aspettare qualche settimana in più del solito, il 25 agosto lui non sarà a Sassari per il primo giorno del raduno della Dinamo ma dalle sue parole si capisce che Travis diener e la sua famiglia non vedono l’ora di riabbracciare la città che li ha adottati.

È come se fossero esplosi i fuochi d’artificio: la scorsa settimana tutti vedevano Travis Diener a Milano, improvvisamente è tornato alla Dinamo. Cosa è successo davvero?

«È stata una decisione difficile da prendere, il cammino è stato lungo ma alla fine ho capito che non avrei potuto lasciare Sassari. Ho avuto alcune offerte ma a un certo punto ho sentito dentro di me che desideravo soltanto tornare a Sassari».

Il presidente Stefano Sardara ha detto che la sua è stata una decisione venuta dal cuore.

«Ci sono state persone che mi hanno detto di andare da altre parti ma nel mio cuore sapevo che la migliore decisione era restare alla Dinamo. Sassari e la Sardegna sono molto speciali per me».

La gente è esplosa di felicità e ha festeggiato il suo ritorno anche perché ha capito che è sempre stato sincero quando ha parlato di amore per Sassari e per la Dinamo.

«Sin da quando ero bambino ho imparato l’importanza della lealtà nella vita. E io mi sono sempre sentito leale nei confronti della Dinamo. I tifosi, la società e i compagni di squadra in questi tre anni sono stati grandi. Sono molto orgoglioso di essere ancora a Sassari e di poterci trascorrere ancora qualche anno».

Ha sempre parlato di decisione condivisa con la famiglia: quanto è importante per voi vivere a Sassari e in Sardegna?

«Molto importante. Mia moglie ama Sassari e la Sardegna, ha stretto nuove amicizie ed è felicissima di poter tornare. E anche mia figlia imparerà ad amare Sassari e la Sardegna quanto noi».

Sia sincero: come si sentiva al pensiero di giocare in un’altra squadra e con un’altra maglia?

«Credo proprio che sarebbe stato molto difficile per me tornare al PalaSerradimigni e giocare contro la Dinamo indossando un’altra maglia. Come ho detto prima, sono una persona molto leale. Ho avuto offerte da altre squadra in Italia e in Europa ma Sassari è il posto dove voglio stare».

Com’è stato l’impatto con la nazionale italiana e come si trova coi compagni di squadra?

«Mi sto divertendo tantissimo. Sono stato accolto benissimo dai compagni che sono tutti molto in gamba e mi hanno introdotto nel team, stiamo lavorando duro e speriamo tutti di disputare un Europeo importante, con tante vittorie».

E della nuova Dinamo che cosa dice?

«Credo che Stefano, Federico e Meo abbiano fatto un lavoro fantastico e costruito un team veramente forte. Linton, Marques, Omar, caleb e Amedeo sono delle grandi addizioni al nostro gruppo. E con Drake, Manuel, Jack, Brian e io che sono tornato abbiamo la possibilità di diventare una squadra veramente competitiva».

Come vede la coppia di playmaker Travis Diener-Marques Green?

«Credo proprio che insieme aiuteremo la Dinamo a diventare ancora più forte di quanto non fosse prima. Abbiamo la stessa concezione del basket, non vedo l’ora di giocare assieme a Marques».

Le mancava più il coach Meo Sacchetti o il suo “personal trainer” Simone Unali?

«Ahahah... Meo è una persona speciale, è un uomo per bene e sono molto felice di poter giocare per lui ancora una volta. Il nostro fisioterapista Simone è una delle persone migliori e simpatiche che ho conosciuto a Sassari, ci facciamo sempre un sacco di scherzi l’uno con l’altro. Sono molto

felice di tornare in un luogo dove tantissime persone mi hanno trattato così bene».

E ora l’obiettivo finale non può che essere vincere lo scudetto.

«L’unico obiettivo, sempre, è quello di vincere il campionato. Anche se sarà molto dura riuscirci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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