Andrea e Gaetano Mura stanno volando sulle onde

I due navigatori sardi impegnati nella Transat con un trimarano e un monoscafo Finora hanno trovato condizioni meteo difficili, ma sono in ottima posizione

CAGLIARI. Andrea Mura, a bordo del trimarano Classe Multi 50 "Rennes Metropole-Saint Malo" del bretone Gilles Lamirè, ha ormai superato l'Isola di Capo Verde e sta già facendo rotta verso la zona equatoriale. Mentre Gaetano Mura col suo Bet 1128, partito con la flotta Class 40 tre giorni dopo i trimarani Multi 50 e Mod 70, sta recuperando posizioni su posizioni, dopo il disalberamento e la sosta forzata a La Coruña, in Spagna, che ha consentito al navigatore di Cala Gonone e al suo co-skipper francese Sam Manuard di rimettere in sesto l'imbarcazione e riprendere il mare. Si è lasciato alle spalle le Isole Canarie e sta procedendo a una buona andatura: occupa la dodicesima posizione e ha nella sua scia ben nove imbarcazioni, della flotta Class 40, composta attualmente da 22 scafi.

In pieno Oceano Atlantico, è ormai entrata nel vivo e diventa sempre più affascinante la Transat Jacques Vabre, la regata in doppio (5400 miglia) salpata dieci giorni fa dal porto dell'Alta Normandia di Le Havre (Francia) e diretta a Itajai, nel Sud del Brasile. «Le condizioni meteo sono estreme – ha spiegato Andrea Mura –, il tempo finora è stato brutto e le avarie continuano. Dopo la partenza abbiamo bruciato l'alternatore del motore, l'unica energia che riusciamo a produrre è quella della pila combustibile. La strumentazione elettronica funziona a intermittenza».

Rennes Metropole-Saint Malo occupa la terza posizione, dietro Actual dei francesi Yves Le Blevec e Kito de Pavant, che stanno cercando di tallonare Fenétréa Cardinal condotto da Erwan Le Roux e Yann Eliés, il trimarano che guida il gruppo dei quattro Muli 50. Stanno soffrendo entrambi i navigatori sardi in Oceano, anche se, quando il tempo lo consente e sono un po' più rilassati, non disdegnano di scrivere attraverso il pc sul diario di bordo.

«Stiamo scivolando a gran velocità sul dorso di una bella onda oceanica – scrive Gaetano Mura – , tutto ciò che abbiamo a bordo è ben sistemato all’estrema poppa sopravento, il resto della barca è vuoto, piacevole visione per il regatante, e la prua é cosi leggera

che, quando arriviamo negli ultimi metri della discesa dall’ onda, la barca saltella come un ciottolo piatto lanciato sul mare liscio. Muoversi in piedi è difficile, ma i rumori e il movimento suggeriscono al marinaio, in che posizione si trova la barca rispetto all’onda».

Sergio Casano

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