La gioia di Gaetano Mura: «Per me è una vittoria»

Il velista racconta la sua avventura (12° posto) nella Transat Jacques Vabre «Sono stati 23 giorni di navigazione durissima e con tanti problemi»

CAGLIARI. Un dodicesimo posto che vale quanto una vittoria. Il piazzamento di Gaetano Mura, affiancato dal co-skipper e progettista del Class 40 Sam Manuard, nella Transat Jacques Vabre, si traduce in una grande impresa, soprattutto nella maniera in cui è stato conseguito. Il duo sardo-francese a bordo di Bet 1128 ha infatti attraversato fin dalla partenza di Le Havre, Francia, diverse disavventure che hanno rischiato di togliere di scena una delle barche più veloci della classe 40, le imbarcazioni più piccole della traversata atlantica, partita da Le Havre, Francia, per approdare a Itajai, Brasile: «Sono stati ventitre giorni di navigazione durissimi - racconta Gaetano Mura - cominciati con molto freddo e tanto mare, dopo la seconda partenza, avvenuta tra l'altro di notte, a Roscoff, dove è stato effettuato uno stop di due giorni deciso dagli organizzatori per il maltempo». Ma, al di là del freddo, le insidie per Bet 1128 sono state ben altre, perché dopo aver puntato la prua nel verso il Golfo di Biscaglia, Gaetano e Sam hanno dovuto fare i conti con una vera e propria tempesta. mentre stavano in coperta, hanno sentito quasi un boato che gli ha fatti precipitare fuori: «Avevamo disalberato - dice il navigatore di Cala Gonone - un danno enorme ma che siamo riusciti tuttavia a rimettere in sesto. Purtroppo, però il danno peggiore l'abbiamo avuto in tutta l'apparecchiatura elettronica. Abbiamo così dovuto tornare a terra e riparare il danno a La Coruna, in Spagna. Oltre aver stabilizzato un perno dell'albero, è stato assemblato un nuovo computer con l’ hard disk del nostro per evitare tutte le installazioni dei programmi». Non si è perso d'animo, Gaetano Mura che, dopo uno stop tecnico in Spagna di sette ore, ha ripreso la rotta dell'oceano e si è rimesso in gioco. E' ripartito dalla 21ma posizione ma pian piano ha recuperato, lasciandosi nella sua scia una decina di imbarcazioni. Poi, quando Bet 1128 stava acquistando sempre più velocità, la nuova avventura: per evitare quasi una collisione con un cargo, è stata effettuata una manovra che ha

provocato la rottura del bompresso e la perdita di una vela. Ma, nonostante le disavventure, Bet 1128 di Gaetano Mura e Sam Manuard ha tagliato in 12ma posizione il traguardo brasiliano di Itajai, superando sul filo di lana Fantastica del ligure Pietro D'Alì e del romagnolo Stefano Raspadori.

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