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Dinamo, un arrivederci tra gli applausi

Duemila persone al palazzetto per il saluto di fine stagione. Grande commozione per l’addio a Travis Diener

SASSARI. Applausi e cori come durante una partita. Sorrisi, abbracci e qualche lacrima come l’ultimo giorno di scuola. La Dinamo edizione 2013-’14 ha dato l’addio al suo pubblico regalando un’ora supplementare di emozioni a chi non è proprio voluto mancare. In duemila, ieri pomeriggio, hanno salutato giocatori e staff biancoblù, dandosi appuntamento a dopo l’estate per la quinta stagione consecutiva nel massimo campionato di basket.

Per qualcuno è stato il passo dell’addio, almeno come giocatore: sicuramente lo è stato per Travis Diener, la star più attesa e applaudita della serata, che dopo avere annunciato il ritiro a 32 anni ha usato parole toccanti per congedarsi dopo 4 stagioni. «Sono stati anni stupendi – ha detto Td12 con la voce rotta dalla commozione –, devo ringraziare soprattutto Meo Sacchetti, auguro alla Dinamo di averlo come allenatore per il resto della sua carriera». Poi ringraziamenti alla società, al cugino Drake e ai tifosi, che durante una standing ovation di diversi minuti hanno srotolato per lui e sua moglie un lungo striscione che diceva “Travis e Rosamaria sarete sempre nei nostri cuori».

Chiamati a centrocampo dallo speaker Ico Ribichesu, tutti gli uomini della società hanno sfilato sul parquet tra gli applausi. Dal presidente Stefano Sardara («È stata una grande stagione – ha detto –, Milano ha speso 6-7 volte rispetto al nostro budget, se facciamo il rapporto tra risultati e spese, gli facciamo 10-0»), al cinese Qiu Biao, che si è guadagnato un’ovazione pronunciando una frase in sassarese che in questi giorni sta diventando un tormentone. «Ajò Dinamo», ha gridato il nigeriano Ben Eze, mentre Meo Sacchetti ha fatto salire l’applausometro a livelli da record, così come il capitano Manuel Vanuzzo. Applausi di...incoraggiamento per il ds Federico Pasquini, che in questo periodo è al lavoro per comporre il puzzle della nuova squadra, e per il team manager Luigi Peruzzu, reduce dalla “bagarre” relativa alla vendita dei biglietti playoff. Poi il coro per Giovanni Cherchi partito dagli spalti mentre Sardara era ai saluti finali: «A dicembre siamo stati travolti da un uragano – ha ricordato –. Piangiamo la scomparsa di Giovanni, ma lo facciamo a modo nostro: lui è sempre qui con noi, e abbiamo il sospetto che in gara 1 abbia messo la mano nel canestro sull’ultimo tiro di Brindisi». Infine via libera all’invasione di campo per gli abbracci agli eroi di questa stagione indimenticabile.

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