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L’enigma Drake infiamma il mercato

Potrebbe prendere il passaporto bulgaro ma la sua permanenza a Sassari non è soltanto una questione economica

SASSARI. Salutato definitivamente Travis, resta un altro Diener che i tifosi vorrebbero trattenere a tutti i costi in città: Drake, l’Mvp, l’uomo dei canestri imposssibili, il soldato preferito da Meo Sacchetti che insieme al bomber di Fond du Lac ha vissuto una carriera parallela. Quasi sempre insieme in squadra, i due sono passati da una squadra che in Legadue lottava per non retrocedere ai massimi livelli della Serie A. Questa potrebbe essere però l’estate della grande scelta e della separazione. Entrambi, in realtà, hanno un contratto firmato con la Dinamo (Meo fino al 2018, Drake fino al 2015) ma la situazione è ben diversa: il coach ha comprato casa ad Alghero e passa il tempo libero a sistemare il giardino, Drake venerdì mattina è salito su un volo per Chicago e in nottata è arrivato a Fond du Lac. Rifletterà sul da farsi, ieri sulla Gazzetta inoltre è uscita la notizia di un passaporto bulgaro in arrivo. Notizia che già lo scorso anno circolava insistentemente, insieme a quella di ricche offerte dalla Russia e dalla Turchia. Come è andata a finire lo sappiamo tutti: Drake Diener ha giocato a Sassari con lo status di extracomunitario.

Il contratto. La scorsa estate Drake ha firmato un biennale ma entrambe le parti hanno a disposizione una clausola d’uscita. E accordi scritti a parte, la Dinamo ha già ribadito attraverso il presidente Stefano Sardara la sua abituale linea di pensiero che vuole in biancoblù solo giocatori convinti del progetto e felici di restare a Sassari. In pratica, la Dinamo non ha alcuna intenzione di privarsi di uno dei migliori giocatori della sua storia, ma se dall’altra parte, per qualsiasi motivo, ci fossero dei tentennamenti, ci si lascerebbe con una stretta di mano.

Il passaporto. Un Drake Diener con lo status di comunitario avrebbe un mercato molto più ampio, non c’è dubbio. Viste le varie formule e l’ostinazione a insistere ancora sulla questione dei passaporti, potrebbe proporsi a più squadre spuntando ingaggi importanti e senza doversi per forza contendere uno slot da extracomunitario con altri americani. Per fare un esempio spicciolo, un Drake Diener comunitario che parte dalla panchina potrebbe anche fare molto comodo a team di primo livello. Farebbe comodo anche alla Dinamo, ovviamente, qualora la società biancoblù decidesse di passare dalla formula di 5+5 (cinque stranieri e altrettanti italiani) a quella di 3+4+5 (tre extracomunitari, quattro comunitari e cinque italiane). Il problema, in questo caso, diventa poterselo permettere a livello di budget. E questa è già un’altra storia, anche se con l’Eurolega in ballo sia Drake sia la Dinamo dovranno ragionare in un certo modo.

I rumors. Non c’è solo la questione Drake in ballo a Sassari. C’è una squadra che andrà rifatta e che soprattutto ha il problema del playmaker. Salutato Travis, con Marques Green che difficilmente resterà, la prospettiva europea e l’ambizione di fare bene nei playoff impone un roster di un certo tipo con due play comunque di alto livello. I primi nomi accostati alla Dinamo sono quelli di Brad Wanamaker, protagonista quest’anno a Pistoia,

e Marquez Haynes, che oggi comincia la finale scudetto con la maglia di Siena. Di sicuro la dirigenza biancoblù ha le idee chiare e sa chi seguire o meno. L’arrivo-lampo di Brooks testimonia la voglia di non perdere tempo, anche se scegliere il successore di TD12 è tutt’altro che semplice.

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