È un’Olbia più solida ma ancora non basta: in arrivo due rinforzi

La società ha chiuso col difensore Miceli e cerca un portiere La squadra è più equilibrata ma ancora fragile mentalmente

OLBIA. Un anno sull’altalena. L’Olbia adesso prova a uscire dal tunnel delle emozioni a intermittenza. Il bilancio, almeno per quanto riguarda gli ultimi quattro mesi, non è positivo. Nulla di catastrofico. Ma considerate premesse e ambizioni di inizio stagione, il cammino dei bianchi è si è rivelato un percorso a ostacoli al di sotto delle aspettative. Quindi ora si lavora ancora per aggiustare il tiro. Dopo la rivoluzione di mercato di metà dicembre, con tante partenze e molti arrivi, la società del presidente Pino Scanu sta infatti per portare a Olbia almeno altri due giocatori. Top secret il nome del portiere fuori quota, mentre è stato definito l’arrivo del difensore centrale Mirko Miceli, classe '91. In passato per lui due annate in Lega Pro con Alessandria, Carrarese e Valle D'Aosta. Poi, forse, si prenderà in considerazione l’idea di arricchire il reparto offensivo.

Insomma, la società sembrerebbe avere tutte le intenzioni di dare una svolta e puntare almeno ai playoff, che al momento distano 4 punti. L’unico modo per dare un senso a una stagione fin qui insoddisfacente, spesso segnata dalla fragilità mentale e che ha fruttato solo 22 punti. «Sì, sono stati mesi difficili. In alcune occasioni c’è stata un po’ di sfortuna, ma quando le cose non vanno bene significa che c’è qualche altro problema – commenta Anselmo Nieddu, il diesse bianco –. Se sono stati commessi alcuni sbagli io sono il primo a prendermi le responsabilità. Comunque non è stato facile. Prima abbiamo costruito la squadra per il primo tecnico, poi l’abbiamo in gran parte cambiata per il secondo. Ora Oberdan Biagioni sta lavorando per cercare la continuità dei risultati e io sono fiducioso».

Poi Anselmo Nieddu analizza le ultime vicende in casa Olbia, a cominciare dal derby con l’Arzachena, quando l’Olbia si è lasciata recuperare 3 gol dai cugini smeraldini. «Nel primo tempo siamo stati devastanti. Significa quindi che l’Olbia ha davvero buone qualità – dice –. Nel secondo tempo invece siamo apparsi deboli mentalmente. Dobbiamo crescere soprattutto sotto questo aspetto. Penso che i giocatori siano tutti di primo ordine, ma per vincere serve anche la testa».

Dunque l’Olbia dovrà ripartire pure dalla psicologia. Anche perché per quanto riguarda l’aspetto tecnico, la squadra, rispetto a quella di inizio stagione, appare più solida ed equilibrata sia in difesa che a centrocampo. «Abbiamo cercato di aggiustare la situazione – aggiunge Anselmo Nieddu -. Ora stiamo lavorando per acquistare un portiere fuoriquota che proviene da un vivaio di professionisti e anche un altro difensore centrale. Noi ci stiamo mettendo tutta la buona volontà, speriamo che venga ripagata presto». Nel frattempo la squadra sta approfittando della pausa natalizia per ritrovarsi e allenarsi duramente. È tornata in campo subito dopo Natale e riposerà solo il primo gennaio. Anche perché toccherà giocare molto presto. Cioè direttamente domenica prossima, per l’ultima

del girone d’andata, nella tana della capolista Lupa Castelli Romani. Una squadra che ha 17 punti in più e che è in piena lotta promozione con la Viterbese. Il primo impegno di un 2015 che per l’Olbia sarà un anno molto importante: festeggerà i suoi 110 anni di storia.

Dario Budroni

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