Divisa e kimono, nozze d’oro col karate

Il maestro Giuliano Bianco racconta mezzo secolo di successi: «Sono soddisfatto ma ho ancora tanto da dare»

SASSARI. Le nozze d’oro con il karate sono dietro l’angolo. La prima volta che ha messo il naso in palestra aveva poco più di venti anni e l’entusiasmo tipico di una generazione che ha rivoluzionato il mondo. Era il 1967, gli studenti scoprivano le piazze e il rock, l’America faceva tendenza ma la divisa da poliziotto era ancora una sicurezza economica e sociale. Per Giuliano Bianco lavoro e passione si sono intrecciati fin dall’inizio e hanno marciato di pari passo fino all’altro ieri. Poi la divisa è finita in un cassetto e il kimono è diventato una seconda pelle. «Non potrei vivere senza lo sport - racconta Bianco –. Mi ha dato tanto e continua a regalarmi soddisfazioni importanti».

Per il maresciallo (ma lui preferisce il titolo di “maestro” e ci tiene a ricordare il numero dei dan: sei) parlare di karate è un invito a nozze. «L’ho scoperto per caso e non ho più smesso. Sono salito per la prima volta sul tatami dopo l’assunzione nel corpo di Polizia. All’inizio ho praticato judo ma quasi subito sono passato al karate. Erano lezioni obbligatorie di difesa personale ma a me hanno aperto un orizzonte che non conoscevo».

Carriera e passione sono andate di pari passo. «Fino a metà degli anni Settanta ho lavorato nel nord Italia e ho avuto istruttori importati come Ken Hottani e il maestro Miura Shirai. Poi sono stato trasferito alla Questura di Sassari e ho aperto una palestra tutta mia. Era un locale in via Oriani, a Sassari, che poi ho trasferito in via Dolcetta».

Pochi allievi - almeno all’inizio - poi i primi successi, una crescita impetuosa e i riconoscimenti. Tanti e importanti. «Dopo via Dolcetta abbiamo trasloccato nella palestra di corso Regina Margherita dove siamo ancora oggi – racconta Bianco –. E ci siamo allargati aprendo sedi anche a Santa Maria Coghinas, Viddalba, Usini e Valledoria». Anni eroici, per lo sport in generale e per le arti marziali in particolare. «Negli anni 90’ ho avuto anche 350 ragazzi e abbiamo raccolto successi un po’ ovunque in giro per l’Italia. Ricordo i titoli tricolori portati a casa da Paoletta Pes, le vittorie di Susan Aramu, di Gianni Barnardini, di mia figlia Valentina, e di tanti altri ragazzi ora diventati uomini». Perchè la palestra dello Shotokan I Samurai è stata davvero una palestra di vita. «Ho insegnato karate ad allievi che poi si sono fatti un nome nelle professioni. Penso all’avvocato Marina Canu, a Ennio Marongiu, presidente della corte di appello, a Gaetano Cau, presidente del tribunale di sorveglianza, all’avvocato Giorgio Spanedda, all’ex questore Giacomo Deiana, a Gianmario Marras, ora top gun dell’Aeronautica, e a tanti altri. Qualche nome mi sfugge perchè nella mia palestra sono davvero passate generazioni di sassaresi».

Per tutti una sola parola d’ordine. «Il karate non è solo sport e anche una filosofia di vita. A me è servito anche nella professione perchè dà serenità insegnando autocontrollo e disciplina. Non è un caso che sui tatami di corso Regina Margherita siano passati anche tanti ragazzi difficili che proprio grazie al karate hanno saputo ritrovare la strada giusta». Parola di ex poliziotto che ne ha viste tante e ha ancora voglia di rimettersi in gioco. «Purtroppo anche nelle arti marziale le cose non vanno benissimo. Il karate, per esempio, è frazionato in una decina di federazioni e anche a livello di istruttori non c’è l’attenzione che c’era qualche anno fa. Credo che sia fondamentale ritrovare un po’ di rigore e una maggiore unità. Ma sono convinto che chi fa le cose bene continuerà a essere premiato nei risultati e, più in generale, nella vita».

Autopromozione? Giuliano Bianco guarda avanti. «Il mio segreto è la

passione per il karate. Sono una persona soddisfatta delle scelte che ha fatto, capace di guardare avanti con lo stesso ottimismo di sempre». I 50 anni dello Shotokan i Samurai non sono lontani. Per i tesserati e i (tanti) ex è arrovtao il momento di mettere in frigo lo spumante. (a.l.)

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