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Le note dei Dimonios rendono speciale la festa “tattaresa”

Gemellaggio con la Brigata Sassari per festeggiare il ritorno a casa dopo l’impresa di Desio in Coppa Italia

SASSARI. Trionfo tricolore, trionfo di un’isola, trionfo anche e soprattutto sassarese. La grande serata del popolo biancoblù è iniziata molto prima della palla a due. Già alle 19,30 almeno duemila persone hanno iniziato a gustarsi le celebrazioni per il trionfo di Desio. Luci spente e sul parquet sono comparsi, uno alla volta, chiamati dallo speaker Ico Ribichesu, tutti i protagonisti dell’impresa di una settimana fa. Prima i dirigenti e lo staff tecnico, poi i giganti biancoblù, accolti da un autentico boato di un palazzetto ora completamente pieno. “Meo vero re di coppe”, recita uno striscione srotolato in settore B, mentre gli occhi di migliaia di tifosi si bagnano di lacrime quando alla premiazione a centrocampo viene invitata anche Martina, la figlia di Giovanni Cherchi, amatissimo dirigente sassarese scomparso poco più di due anni fa. Manuel Vanuzzo svela la terza coccarda che già pende dal soffitto del palazzetto, insieme a quella della prima coppa Italia e a quella della Supercoppa.

Spazio poi alla Brigata Sassari, ospite d’onore della serata, che partecipa alla festa con la sua banda che esegue l’inno di Mameli prima del match. “Da altopiani a deserti senza timore, alla Brigata rendiamo onore” è il tributo del Commando ai militari del 151° e 152° reggimento. Il palazzetto ribolle, uno dopo l’altro vengono srotolati altri striscioni in un tripudio di cori e di flash. Il settore C rende omaggio anche ai padri fondatori della Dinamo, mentre due enormi coccarde tricolori ricoprono per intero la parte bassa di entrambe le curve biancoblù.

Ci sono anche i tifosi di Cantù, una ventina, che si fanno coinvolgere nella festa e nell’intervallo restano come incantati, in piedi e in silenzio come tutto il resto del pubblico, mentre la banda della Brigata Sassari esegue al centro del campo l’inno Dimonios.

È spettacolo anche in campo, dopo la palla a due, con i sassaresi che partono a mille e dimostrano di non essere affatto

sazi. “Vanuzzo pensionato”, canta nel finale un settore C in vena di prese in giro. Poi le luci del palazzetto si spengono e la gente va via con l’adrenalina che esce dalle orecchie. Ma la sensazione data ieri dalla Dinamo è che la festa sia appena iniziata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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