La Torres mette paura all’Alessandria

Prezioso pareggio dei sassaresi sul campo della prima della classe: a segno Cerone (su calcio di rigore) e Iunco

ALESSANDRIA. Si può perdere sul campo dell’ultima della classe e andare a mettere paura alla prima? Per la Torres tutto è possibile e la gara di ieri lo conferma. I rossoblù hanno archiviato un mese terribile andando a prendersi un punto al Mocagatta, stadio che, evidentemente, porta bene ai sassaresi. La Torres ha giocato una gran bella partita dal punto di vista del carattere e ha meritato gli applausi finali del pubblico alessandrino.

La rivoluzione di Bucchi. Il mister aveva detto di avere molti dubbi sulla formazione che sarebbe scesa in campo e li ha risolti all’ultimo momento rivoluzionando la sua squadra rispetto a quella vista nelle ultime settimane. L’allenatore rossoblù ha scelto di coprirsi e lo ha fatto schierando una difesa a quattro con Testa tra i pali, Aya e Ligorio esterni bassi e la coppia Marchetti-Migliaccio a presidiare l’area. A centrocampo si sono sistemati Imparato, Cerone, Petermann e Marinaro mentre in avanti hanno trovato posto Baraye e l’attesissimo Scotto, ex di turno. L’Alessandria ha risposto con il solito 3-5-2 affidando alla coppia Iunco e Marconi (subito sostituito da Germinale) il compito di far male alla retroguardia avversaria.

Avvio shock. L’Alessandria parte forte, quasi a legittimare il suo ruolo di prima della classe, ma alla prima azione la Torres colpisce. Al 5’ Petermann conquista in pallone a centrocampo e lancia in profondità Barayè. L’attaccante entra in area salta il portiere e viene messo giù senza troppi complimenti. L’arbitro assegna il rigore e dal dischetto Cerone non perdona. Il vantaggio è un sogno ma dura un amen. Al 17’ Sabato riesce a servire Vitofrancesco che pesca Iunco appostato al limite dell’area. Il bomber è bravo a girarsi a lasciare partire un tiro che, forse deviato, beffa Testa e va a gonfiare la rete. 1-1 e tutto da rifare.

L’Alessandria cresce. Il pareggio dà fiducia ai padroni di casa che in venti minuti si rifanno vivi, più volte, nell’area sassarese. Al 28’ Imparato riesce a deviare sul fondo, di testa, una conclusione di Mezavilla. Sull’angolo Germinale ruba il tempo a tutti ma la sua girata e troppo centrale. Poco dopo la mezz’ora un gran destro di Vitofrancesco sibila a una nulla dal palo. E la Torres? I ragazzi di Bucchi si difendono con ordine ma costruiscono poco. Scotto tenta un paio di incursioni solitarie ma non è assistito da Baraye e anche Marinaro preferisce giocare basso per non lasciare scoperto il centrocampo.

Ripresa più equilibrata. L’intervallo fa bene ai rossoblù che si ripresentano più convinti e già a 48’ si fanno vivi dalle parti di Nardi con una combinazione tra Scotto e Baraye conclusa dal senegalese con un tiro che sfila non lontano dal palo. La risposta dei padroni di casa si concretizza con una girata alta di Germinale e, al 63’, con una grandissima opportunità per Valentini. La mezz’ala sfrutta un’incomprensione tra Cerone e Migliacio e si ritrova tutto solo davanti a Testa. Questa volta il portiere è bravo a scegliere in tempo per l’uscita e a risolvere una situazione che rischiava di diventare pesantissima. Nel finale l’Alessandria ci riprova con un tiraccio di Mezzavia che fa correre un brivido nella schiena di Testa e, proprio al 90’, con un tiro cross deviato di testa da Cerone. La palla passa sopra la traversa dando, per un attimo, l’impressione del gol. Sarebbe stata una beffa per l’impegno buttato

in campo dalla Torres e per l’autorità con la quale i rossoblù hanno gestito la gara.

Il punto muove la classifica ma, soprattuto, fa morale. Domenica Migliaccio e compagni saranno di scena a Mantova, per un’altra partita da vivere in apnea. Alessandria insegna che non partono battuti.

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