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Basket serie A

«Questo Banco può vincere lo scudetto»

Il coach pesarese Paolini, ex di turno, fa i complimenti ai biancoblù alla vigilia del match: «Per noi poche speranze»

SASSARI. Riccardo Paolini nella galleria storica della Dinamo appartiene alla sezione “meteore”, un’apparizione breve e sfortunata nel secondo anno della gestione Mele. Fu lui a cominciare in panchina una stagione conclusa poi da Massimo Bernardi, con Lionel Chalmers che fece faville a metà vincendo praticamente da solo le partite decisive per la salvezza e tirando i remi in barca in un finale inglorioso senza playoff. Da lì partì la vera rifondazione biancoblù con Demis Cavina in panchina, un’ascesa che ancora non si è fermata. Quasi dieci anni dopo Riccardo Paolini ricompare come avversario alla guida della Consultinvest Pesaro, dove ha preso il posto di Sandro Dell’Agnello e per il coach ligure di origine ma di fatto marchigiano è un bel tuffo nel passato: «Sul campo non è stata un’esperienza fortunata – dice Paolini – ma ho un ottimo ricordo di quei mesi a Sassari. Avevo un bellissimo rapporto con la famiglia Mele, dei veri signori, e un’amicizia particolare col mio conterraneo Mimì Anselmi. E ho un bel ricordo anche del pubblico del palazzetto e della gente di Sassari in generale. Peccato per come sono andate le cose sul campo, però quell’esperienza me la porto dentro».

Ritrovarsi da avversari in Serie A è una bella sorpresa

«Sicuramente è bello ritrovarsi in Serie A, anche se gli obiettivi della mia squadra e della Dinamo sono opposti. Noi giochiamo per mantenere la categoria, la Dinamo per lo scudetto».

Crede che possa essere un obiettivo realistico?

«Certamente. Tra l’altro non capisco perché il lavoro di Meo venga spesso sottovalutato, in tutti i campionati le sue squadre hanno sempre vinto tantissimo giocando un basket divertente, non so che cosa si possa chiedere di più a un allenatore. In più quest’anno il suo gioco è condito da una difesa superlativa, che è esplosa fragorosamente contro Milano in Coppa Italia ma vi assicuro che, guardando i video, si nota che è davvero una difesa super organizzata».

A Pesaro invece il lavoro di coach Paolini sta dando frutti molto interessanti.

«Ho riflettuto molto prima di accettare l’offerta della società, il nostro lavoro è così, poi una volta presa la decisione devi dare il massimo. In più dovevo prendere il posto di Sandro Dell’Agnello, che in un anno e mezzo aveva fatto un ottimo lavoro perché ha preso la squadra in Serie A e l’ha lasciata in Serie A. Hanno inciso molto i due innesti di esperienza che hanno supportato un gruppo che prima era composto esclusivamente da giovani, Pesaro merita la Serie A non solo per la tradizione ma anche perché è una società con dirigenti e sponsor seri che mantengono sempre le loro promesse».

Parliamo della partita: come la vede?

«Per noi male. Non siamo nel calcio, dove una squadra più debole può pensare di battere i più forti magari con un gol in contropiede. Nel basket solitamente vincono i più forti, noi proveremo a ribaltare il pronostico e cercheremo soprattutto di fare una partita dignitosa. La Dinamo quando

apre il gas asfalta chiunque, ho visto quello che ha fatto sabato contro Cantù e nel primo quarto della finale di Coppa Italia contro Milano. Proveremo a fare del nostro meglio per resistere fino alla fine, però credo che il banco abbia molte probabilità di tornare a casa con la vittoria».

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