Calcioscommesse, Ninni Corda minacciato di morte

Intercettazioni, due investitori maltesi e uno cinese infuriati con l'allenatore nuorese del Barletta per aver perso 52mila euro scommessi su una partita che ebbe esito diverso da quello concordato

BARI. Ninni Corda, allenatore nuorese del Barletta, arrestato questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscomesse, è stato minacciato di morte per una partita finita con un risultato sbagliato per gli scommettitori. La partita in questione è Aversa Normanna-Barletta del 12 aprile.

Dalle intercettazioni telefoniche emerge, infatti, che due investitori maltesi e un cinese (non identificato) avrebbero perso 52mila euro perché non si sarebbe verificato il risultato alterato che era stato concordato. «Se non lo paghiamo… domani… io vengo lì per quello allenatore…» avrebbe detto il maltese a uno dei dirigenti della Vigor Lamezia, Felice Bellini, riferendosi proprio a Corda, ritenuto il responsabile della combine saltata.

Per recuperare il denaro i due interlocutori si sarebbero quindi accordati per truccare la partita successiva, Barletta-Vigor Lamezia del 19 aprile. Sarebbe dovuta finire in pareggio con gol. Terminò, infatti, con il risultato di 3-3. Per questa vicenda sono indagati a piede libero anche tre dirigenti del Barletta Calcio, il presidente Perpignano, il direttore sportivo Condò e il consulente tecnico Casapulla.

Nella settimana prima della partita i finanziatori maltesi avrebbero quindi minacciato indirettamente Corda tramite Bellini, il quale «continuando a fare da mediatore, - hanno ricostruito gli inquirenti di Catanzaro - cercava di tranquillizzare il suo interlocutore confidandogli di essere già in contatto con le persone di entrambe le società interessate alla combine», precisando di aver ottenuto il consenso da quelli più vicini a lui (società calabrese), mentre, avrebbe incontrato gli altri (Barletta) l'indomani, affermando con certezza che … «questa volta non avrebbero sbagliato…».

Il maltese «con tono decisamente agguerrito - scrivono gli inquirenti - minacciava di recarsi in Italia con l'intento di uccidere coloro i quali avessero messo in pericolo, con il loro comportamento, la vita di un suo fratello. Le sue minacce in realtà - spiega la procura - erano indirizzate nei confronti dell'allenatore Corda dal quale il maltese pretendeva, senza mezzi termini, la restituzione dei soldi». Due giorni prima della partita da Malta sarebbe arrivata persino una foto di mister Corda, secondo gli investigatori «sicuramente a scopo intimidatorio».

Agli atti ci sono anche sms in cui le minacce risultano evidenti:

«non gli conviene più scherzare, qua stiamo tutti incazzati» scrivevano riferendosi all'allenatore del Barletta. «È un errore che ci è costato questo? - dice Bellini in una intercettazione - E la prossima settimana recuperiamo i nostri, poi dalla prossima vediamo se riusciamo a guadagnare».

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