DINAMOMANIA

Una notte in bianco per amore dei biancoblù

Caccia agli ultimi biglietti, c’è chi si è messo in fila davanti ai botteghini dalle 21 di lunedì

SASSARI. «All’appuntamento con la storia non si può mancare, comunque vadano le cose». E in questo momento, in effetti, proprio benissimo le cose non vanno.

Ma per questa Dinamo – «per questo sogno» precisano loro – val la pena passare la notte all’addiaccio, su una sedia sdraio da mare, un plaid a coprire le gambe, cuffie e sciarpe, thermos, cibo e vino di Mamoiada. «Solo così siamo certi che domani mattina i primi biglietti in vendita per gara 3 e gara 4 in casa saranno i nostri».

Quasi stenti a crederci che quelle quaranta persone abbiano macinato centinaia di chilometri per aggiudicarsi gli ambitissimi biglietti delle prossime due partite al PalaSerradimigni. Eppure succede anche questo quando una realtà sportiva come la Dinamo è capace di suscitare emozioni forti e di unire un’intera isola.

Lunedì notte sono arrivati in via Pietro Nenni – davanti allo store – da tutta la Sardegna: Nuoro, Oliena, Suni, Martis, Pattada, Ozieri, Cabras, Bolotana, Ittiri, Sorso, Porto Torres.

Il primo si è appostato lì alle 21.30. E ha organizzato il sistema per segnare i turni: «Dal registro non si scappa, ognuno annota il proprio nome e a fianco l’ora di arrivo. Domani mattina lo consegneremo all’addetta alla vendita e così saremo tranquilli». Ovviamente al controllo severo del “giudice” non si può sfuggire. Ogni trenta minuti si fa l’appello, intorno a mezzanotte e mezza ci sono già due nomi depennati: «Non ce l’hanno fatta a restare qui, hanno deciso di andare a dormire in albergo. E per questo sono stati cancellati». Dura punizione dopo tanti chilometri per raggiungere Sassari. «Sapevamo tutti che non sarebbe stato facile ma è un sacrificio che viene ripagato degnamente».

Paura che alla fine questa Dinamo possa deludere? «Certo, c’è. Ma è tutto il campionato che si va avanti tra alti e bassi. Eppure con gli alti e i bassi siamo arrivati fin qui. A una finale scudetto. Già questo è un traguardo da sogno».

Sul marciapiedi ci sono donne e uomini, ci sono giovani col sacco a pelo, sorseggiano vino, birra, qualcuno mangia un panino. Una donna indossa una parrucca per proteggere il viso dal freddo, un’altra legge un libro e sottolinea ogni riga. Un’altra ancora è lì da un po’ e a un certo punto si presenta: «Scusate, non vi avevo ancora detto che sono di Milano...». Scende il gelo, tutti stanno in silenzio, non sanno come reagire. Poi finalmente la verità: è uno scherzo! Si ride e si fanno battute sugli ultimi avversari della Dinamo in semifinale.

È l’una e mezzo del mattino, ci sono già 36 nomi. Ieri mattina, alle 10, i primi due della

lista sono usciti trionfanti dallo store con il biglietto in mano: un tripudio di esultanza. Sono nate nuove amicizie nel buio di via Nenni. Quelli “del registro” si rivedranno domani al PalaSerradimigni. Sanno bene che dopo gli ultimi due disastrosi risultati c’è tanto bisogno di sostegno.

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