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Dinamo, si va verso l’ampliamento del palazzetto

Un sogno tricolore da mille posti in più. La finanziaria della Regione potrebbe essere coinvolta dal Comune di Sassari nei lavori al PalaSerradimigni

SASSARI. Cercasi spazio disperatamente. Spazio come aree a uso nuovo palasport, e come posti a sedere per un amore che si sta scoprendo senza confini. Il PalaSerradimigni è stretto, Comune e Dinamo cercano di allargarlo almeno di 1000 posti e vorrebbero riuscirci entro l’inizio della prossima serie A, ai primi di ottobre. Ci si lavora, entro fine mese la decisione.

La misura era piazza d’Italia la sera della festa scudetto, sabato 27 giugno. Non sarebbero bastati due palasport per contenere i 10.000 tifosi entusiasti accorsi ad applaudire la Dinamo tricolore. E pure durante la stagione regolare il PalaSerradimigni si è confermato angusto, anche rispetto alle ambizioni di una società che pur professando la filosofia dei piedi ben saldi per terra sta volando, e insieme a lei sta facendo volare un’intera isola.

Non che i tifosi pretendano la luna, e dall’altra parte la società biancoblù ragiona con la testa più che con il cuore ritenendo che qualcosa anche di poco sopra i 6000 posti rispetterebbe la voglia di Dinamo da parte di tutta l’isola e garantirebbe una marcia in più sul fronte degli incassi, fermo restando che i tifosi sono sempre il primo sponsor. Ma serve un nuovo palasport e questo punto è fondamentale nel progetto Dinamo 2018, progetto che però sta bruciando i tempi a ritmo di trionfi e di partecipazioni alle Coppe europee.

Quella della nuova struttura è diventata un’urgenza, sottolineata anche ieri dal presidente Sardara: «La Dinamo ha avuto 11 milioni di telespettatori Rai la scorsa stagione, e quest’anno senza playoff 16 milioni Rai più 7 Sky nelle coppe, in tutto 37 con i playoff. Non si può non avere un ritorno, per la Dinamo per Sassari e per l’isola: lavorando insieme noi società e voi classe politica possiamo riuscirci», è stato insieme lo slogan e la preghiera del numero uno del team campione d’Italia. Anche di questo ieri si è parlato a Sassari a Palazzo Ducale, sede della municipalità. In un vertice che ha preceduto la celebrazione ufficiale per il titolo tricolore i dirigenti della Dinamo, il sindaco Nicola Sanna e i suoi assessori con i tecnici guidati da Cassese hanno affrontato l’argomento mettendo a fuoco alcuni aspetti e dandosi appuntamento a prima della fine del mese, quando alle idee sarà possibile sovrapporre un po’ di concreto nero su bianco.

Le proposte biancoblù sono tre, ben note: ampliamento del PalaSerradimigni (che però mostra tutti gli acciacchi dei suoi 35 anni), costruzione di un nuovo palasport a fianco all’attuale, con ampliamento, o infine costruzione di una nuova struttura in un’altra area, ancora da individuare. Il tutto per una creatura autosufficiente, che vada oltre un campo con le tribune.

Il Comune – proprietario del PalSerradimigni – non ha liquidità per procedere autonomamente sulla prima strada, e istituzionalmente non può costruire una nuova struttura per un privato. Bisogna ragionarci, e lo si sta facendo. Ma il principale ostacolo per la realizzazione dell’ipotesi numero due è l’eccessivo costo dell’area adiacente all’attuale palasport, ritenuto fuori mercato. Se le pretese dei proprietari, tutti esponenti di storiche famiglie sassaresi, dovessero calare, la Dinamo potrebbe ragionarci, magari con il sostegno di uno o più partner. La terza strada infine è la più lunga, e dipende esclusivamente dalla Dinamo e dalle sue capacità. Non è per oggi, né sarà per domani, ma non viene abbandonata.

Ieri però dopo la cerimonia ufficiale e lo scambio dei doni, nel cortile di Palazzo Ducale c’è stato un fitto colloquio fra il sindaco Nicola Sanna e il presidente della Sfirs Antonio Tilocca. La finanziaria della Regione potrebbe essere coinvolta dal Comune nel progetto che prevede l’ampliamento del PalaSerradimigni. Il sindaco Sanna starebbe pensando a un mutuo, e gli ottimisti sostengono che con molto meno dei tre milioni

che qualcuno paventava necessari si potrebbe procedere all’allargamento del settore C, guadagnando nei due nuovi angoli poco meno di un migliaio di preziosissimi posti. I lavori – con turni accelerati – potrebbero essere completati nei tempi necessari. Sarebbe un’impresa da campioni d’Italia.

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