«Se si fa squadra i risultati arrivano»

L’esortazione del sindaco di Sassari Nicola Sanna che ha ringraziato i campioni d’Italia ieri in visita a Palazzo Ducale

SASSARI. Dal PalaBigi al Palazzo della Regione Sardegna, da Reggio Emilia a Cagliari. Da Palazzo Ducale – sede del Comune di Sassari – a Palazzo Chigi a Roma, prossima tappa del tour di saluti istituzionali e premiazioni che spetta, doverosamente, a chi ha alzato il trofeo più importante, lo scudetto della pallacanestro italiana.

Ad incontrare il sindaco Nicola Sanna e i rappresentanti dell'amministrazione comunale sono il presidente della Dinamo Banco di Sardegna Stefano Sardara, l'amministratore delegato biancoblù Carlo Sardara, gli assistenti di coach Meo Sacchetti Paolo Citrini e Massimo Maffezzoli, e quattro dei cinque giganti italiani della Dinamo: Manuel Vanuzzo, Jack Devecchi, Brian Sacchetti e Matteo Formenti.

La delegazione Dinamo raggiunge Palazzo Ducale sotto il caldissimo sole che batte forte sul centro storico di Sassari. Assieme a loro la coppa tricolore. Già nel fresco androne di Palazzo Ducale arrivano le prime richieste di autografi e di fotografie, tutti vogliono un ricordo dei grandi protagonisti dello storico triplete: massima disponibilità e sorrisi per tutti da parte dei giocatori, che ancora non sono stanchi di condividere il trofeo e la loro gioia.

Alcuni biancoblù si aggirano per le stanze del palazzo come veri cittadini sassaresi. Ormai, lo sono, in tanti, a tutti gli effetti. Ritornano, dopo la fersta per la Coppa Italia (due volte) e per la Supercoppa.

La sala consiliare è gremita, il brusio supera di netto quello della consuete sedute consiliari, c'è passione nell'aria, c'è voglia di festeggiare, ancora, un evento storico per la città, la società, l'Isola, i sardi e i sassaresi.

«Siamo qui a salutare la nostra grande squadra, l'abbiamo seguita con grande emozione lungo la serie playoff, poi ancora in piazza d'Italia il giorno della festa, che ha raccolto la città attorno alla Dinamo – afferma il sindaco Nicola Sanna -. La Dinamite, come la chiamo io, è testimonianza della forza dei sardi e dei sassaresi. Se si fa squadra si raggiunge l'obiettivo. Auguri ai campioni d'Italia».

Palla al presidente del consiglio comunale Antonio Piu: «Abbiamo qua la squadra che ha vinto il campionato. Grazie a voi, grazie a un progetto lungimirante che ha raggiunto risultati che saranno da esempio. La città sostiene chi fa divertire e chi vince».

Qualcuno dagli scranni di palazzo Ducale chiede il Candeliere d'oro per il presidente Stefano Sardara, parte il coro “Siamo noi, i campioni d'Italia siamo noi”, quindi targhe consegnate dal primo cittadino di Sassari a tutti i biancoblù, firma sul Libro d'onore del Comune di Sassari e la visita alla suggestiva mostra di Caravaggio e dei Caravaggeschi: capolavori d'artista incorniciati ad arte a fare da cornice al capolavoro sportivo della Dinamo.

«La Dinamo è radicata a Sassari ma rappresenta l'intera Sardegna. Siamo ambasciatori di una regione e di un popolo – chiude il presidente della Dinamo Sardara -. Una passione sbocciata ovunque. Noi dobbiamo essere

questo, oggi che abbiamo vinto la coppa e domani al di là dei risultati. Essere qui, ancora una volta, è un onore. E perdono il sindaco Sanna: l’ultima volta che a Sassari si ebbe il coraggio di proporre un maxischermo fu nella per noi sciagurata semifinale con Cantù. Bravo, è andata bene».

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