Banco, mossa a sorpresa: arriva Alexander, un’ala

Il presidente Stefano Sardara è soddisfatto della campagna acquisti: «Siamo andati oltre le previsioni. Non so quanto vinceremo, ma ci divertiremo»

SASSARI. Arriva l’ultimo acquisto ed è un nome che spiazza tutti: Joe Alexander, ala proveniente dal Maccabi Tel Aviv dove l’anno scorso ha chiuso con 7,8 punti e 3,4 rimbalzi di media, annunciata a fine serata sui social network dal presidente Stefano Sardara. Non il lungo che tutti aspettavano e a questo punto è chiaro che le strategie potrebbe cambiare (manca ancora un italiano, almeno questo dovrebbe essere un lungo vero) mentre la squadra sembra sempre più disegnata sullo “small ball” che tanto piace a Meo Sacchetti: non dimentichiamo che contro Milano la Dinamo ha spesso schierato quintetti ultrapiccoli con Jeff Brooks che andava a marcare Samardo Samuels. Secondo la dirigenza biancoblù, le manovre stanno per concludersi nel modo migliore, dopo che la firma di Brent Petway ha dato al popolo biancoblù una scossa elettrica inaspettata. Sardara è già carico e ora aspetta soltanto di vedere all’opera la squadra appena assemblata. Ecco il suo giudizio sulle manovre estive.

Alla fine avete fatto il mercato che volevate?

«No. Nel senso che siamo andati oltre, non speravamo di portare a casa certi colpi. Qualche giorno fa parlavo col general manager Pasquini e quasi ero stupito di quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo una bella batteria di lunghi, noi quest’anno sotto canestro giocheremo con l’elicottero. Non posso certo promettere che vinceremo, non possiamo saperlo in anticipo, ma credo proprio che il prossimo anno ci divertiremo parecchio».

La firma di Brent Petway è stata sicuramente una mossa esplosiva: ce la racconti, con i particolari di quelle foto sulla costa orientale sarda e del viaggio-lampo.

«Petway è alla Dinamo grazie all’ostinazione di Pasquini. Federico ha provato a sognare già qualche mese fa e quasi gli hanno risposto ridendo, lui non si è arreso e ha continuato a seguire quella pista, si è impegnato e a un certo punto siamo arrivati al dunque. Quando si è concretizzata la possibilità di chiudere realmente, abbiamo invitato il giocatore in Sardegna per qualche giorno e poterci conoscere meglio, è venuto direttamente da casa sua ad Atlanta. Sapete benissimo che per noi l’aspetto umano conta più di quello tecnico, abbiamo trovato una persona splendida, un ragazzo molto alla mano. Ha confermato quello chesapevamo, i nostri amici dell’Olympiacos ci avevano dato ottime referenze. E a quel punto abbiamo chiuso il cerchio».

Adesso una vacanza con lo scudetto, poi una stagione che vi vedrà nel ruolo di bersaglio mobile. Lo sapete che tutti vogliono battere i campioni d’Italia, in qualsiasi tipo di manifestazione?

«Siamo pronti, tutti giocheranno alla morte contro di noi, vorranno batterci anche nel torneo del condominio, è il destino dei campioni d’Italia. Detto questo, ancora una volta la squadra favorita è l’Armani Milano. E anche stavolta noi dovremo colmare il gap col lavoro e sfruttare le occasioni che ci verranno concesse».

La Dinamo con lo scudetto, parlando di budget, è una Dinamo più ricca?

«No, è la solita Dinamo. Ripartiamo dalla stessa situazione dell’anno scorso, forse riusciremo ad avere qualcosa in più ma non saranno entrate che fanno la differenza. Ragioniamo sempre allo stesso modo: se dovesse arrivare un magnate per portarci in dono un nuovo main sponsor, faremmo come i tre porcellini e useremmo quei soldi per costruirci il palazzetto nuovo. Lo scudetto da quel lato non ci ha cambiato la vita. Anzi, la vita potremmo cambiarcela noi in peggio se cominciassimo a pensare che la Dinamo è diventata qualcosa di diverso da quello che è stata fino al 26 giugno».

Dal punto di vista dei ricordi e delle emozioni però qualcosa di importante ve lo ha

regalato.

«Questo sì, me ne rendo conto ogni volta che vado in qualche posto nuovo per motivi che non riguardano il basket e trovo gente entusiasta, che mi dice che ha fatto il tifo per noi durante la finale. Sassari e la Sardegna ricorderanno per sempre questo scudetto e anche noi».

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