Tremila abbonati e l’entusiasmo sta crescendo

Nonostante la retrocessione i tifosi restano vicini alla squadra. La società ha tanti nuovi progetti

CAGLIARI. «Chi vuole davvero bene al Cagliari, quest’anno trova terreno fertile». Mario Passetti guida il marketing della società di Giulini. Dalla sede di via Mameli, trapela fiducia. Pur con il fisiologico rallenty della corsa agli abbonamenti, causato per le 22 squadre della B dal rinvio del torneo, la società ha staccato quasi tremila tessere. «Anche le campagne mirate con tariffe speciali, stanno avendo risposte concrete», dice il manager rossoblù.

Parole e fatti. Dalla Distinti family (da 300 euro, padre e figlio under 18 con circa sette euro a testa vedono tutte le 21 gare), alle curve a 140 euro e le ipotesi per donne e universitari con costi molto accessibili. Oggi il club lancia il piano biglietti per l’intera stagione: chi si abbona risparmia almeno il 30 per cento. Una manna per i tifosi. Ad Arbus, migliaia di sostenitori al fianco di Sau e soci. Ma ora si passa al campo. I risultati del Cagliari sono il vero detonatore: al botteghino si va appena si vince. Da qui, l’importanza del debutto con il Crotone. Un circolo virtuoso: si gioca, meglio se bene, arrivano i punti, la tifoseria si compatta. Dal Centro di coordinamento dei Cagliari club presieduto da Tore Saba, giungono buone sensazioni: in curva Sud sarà festa continua.

Il test con l’Olbia, tra Sulcis e Medio Campidano, ha scaldato l’animo di una parte dello zoccolo duro dei sostenitori dell’hinterland. Il progetto che per il 2020, centenario del club, prevede il nuovo Sant’Elia, rassicura un po’ tutti. Gli eventi prima delle gare con il Villaggio dedicato alle famiglie, a duecento metri dallo stadio, il rinnovamento del point di Santa Gilla e l’attesa apertura del ritrovo di piazza Yenne, sono tasselli di una politica che avvicina vecchi e nuovi sostenitori.

Ed è premiante il rapporto con gli emigrati che hanno il Cagliari nel cuore: dopo Londra, anche ad Amburgo il circolo dei sardi seguirà i ragazzi di Rastelli.

Il pieno coinvolgimento degli ex rossoblù e il battesimo del campo in sintetico dedicato ai campioni

dello scudetto del ’70, ha riacceso passioni sopite. Infine, con la Primavera itinerante nell’isola e l’Academy identitaria, il quadro è chiaro. La retrocessione va metabolizzata, risalire non sarà facile. Ma la strada per ritrovare gli entusiasmi giusti è quella giusta.

Mario Frongia

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