Il Bosa non si ferma e mette nel mirino il trio delle capoliste

Il ritorno in panchina di Comparetti non basta al Carloforte L’undici della Planargia si è dimostrato più cinico e concreto

CARLOFORTE. Massimo Comparetti è stato richiamato sulla panchina del Carloforte che Roberto Santamaria ha dovuto lasciare per motivi personali. Questa è stata la stringata notizia data in tarda mattinata dallo stesso presidente Buzzo. Ritorno amaro per il mister Comparetti che, senza remore e senza spirito di rivincita, ha accolto la richiesta del presidente, ma soprattutto ritorno sfortunato perché oggi il suo Carloforte, a fronte di una gara caparbia e volitiva, ha mancato più volte, clamorosamente, la possibilità di andare in vantaggio.

Un Carloforte che ha affrontato la gara con la decisione e la consapevolezza di poter ottenere un risultato positivo anche di fronte ad un avversario di tutto rispetto, il Bosa, che si trova a soli due punti dalla vetta della classifica. Ma oggi sono mancati i gol che probabilmente potevano dare la prima vittoria casalinga ai tabarkini. Ma attenzione, oggi si è visto una vera squadra che ha attaccato per tutta la partita e costruito tante palle-gol. Era quello che si chiedeva: orgoglio, grinta e gioco e si sono visti. Poi la palla può entrare o non, in porta: è solo questione di centimetri.

Il Bosa dal canto suo ha fatto una partita guardinga aspettando il momento opportuno per colpire e lo ha fatto nell’unica vera azione che si è presentata ai due Carboni: due furbacchioni che più volte avevano tentato la medesima azione senza esito ma che è riuscita al 78’: Carboni S. vede il taglio dell’accorrente Carboni R. in area tabarkina e lo serve di precisione, l’attaccante del Bosa stoppa la sfera e batte di destro l’incolpevole Grosso. L’unico gol di una partita iniziata con molta circospezione dalle due squadre vogliose di fare bene anche se per motivi diversi: il Carloforte reduce dalla vittoria col Guspini-Terralba e il Bosa pieno di entusiasmo per la posizione invidiabile di classifica. Infatti poche e di scarso rilievo le prime schermaglie. La partita si infiamma verso la fine del primo, al 40’, quando Biggio pesca Cimmino in area ospite, il secondo cannoniere del girone manca lo stop e l’occasione sfuma. Al 43’ stessa azione: Biggio per Puggioni che serve Cimmino e anche stavolta il bomber manca l’aggancio con la sfera. Nella ripresa ci prova Lazzaro al 47’ e al 52’ con due azioni simili, ma Morittu si salva a stento. Sembra il preludio del gol, siamo al 74’: Puggioni verticalizza per Lazzaro che salta un paio di avversari,

dribbla anche Morittu e tira a botta sicura ma colpisce la traversa, la sfera ritorna al limite dell’area dove l’attende Cimmino che di destro spara a rete.

Il grido liberatorio dei tifosi locali si strozza in gola: la palla va pochi centrimetri sopra la traversa.

Enrico Gattuso

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