L’Olbia come Spa e nuovo stadio

Prende corpo la nuova società dei bianchi: gestione manageriale e una cittadella sportiva alla Basa

OLBIA. Deformazione professionale. Alessandro Marino è un uomo di impresa, un cervellone che punta tutto sulla pianificazione, un manager che crede nei sistemi che funzionano. È materia sua. Non a caso insegna Economia e gestione dell’impresa alla Luiss di Roma. Così a Olbia Marino vuole costruire una società virtuosa, un modello a sua immagine e somiglianza. Metterà in campo tutte le sue esperienze. Comprese quelle maturate nel Cagliari dell’amico Tommaso Giulini, dove ha contribuito a rilanciare il settore giovanile, e nella Fluorsid, società che opera nel settore delle estrazioni, anche questa di proprietà del patron rossoblù. Ma Marino non sarà un presidente fantasma. Starebbe pensando di mettere radici a Olbia. Potrebbe infatti trasferirsi in città per seguire da vicino un progetto su cui punta tantissimo.

Nuova società. Alessandro Marino, 40 anni, laureato ala Bocconi, ha appena acquisito l’Olbia. Ha la maggioranza delle quote. In società con lui ci sono Alexandre Tartara, pure lui nel Cagliari e nella Fluorsid, e due uomini della precedente gestione, Massimo Curreli e Gian Renzo Bazzu. Poi c’è il discorso dirigenza. Al momento i dirigenti della vecchia proprietà rimangono al loro posto. Ma è ovvio che Marino provvederà a cambiare qualche assetto, magari inserendo uomini di sua fiducia. E non è da escludere che anche il cda della nuova Olbia, che sta diventando una srl sportiva, possa arricchirsi tramite nuovi ingressi.

Olbia da rilanciare. Il nuovo presidente, che prende il posto di Pino Scanu, trova una società con circa 300 iscritti tra settore giovanile e scuola calcio e una squadra che milita in serie D. Subito punterà al salto di categoria. «Questa città merita di più. Per questo voglio subito portare l’Olbia in Lega pro – ha detto lunedì in conferenza stampa -. Perché investo qui? Perché penso che la Sardegna sia un luogo in cui il calcio è molto importante». Il secondo obiettivo è rilanciare il settore giovanile. Cioè farne un punto di riferimento per il nord Sardegna, una Academy altamente competitiva. Ma non saranno trascurate altre materie care al nuovo presidente, come per esempio il marketing: presto l’Olbia avrà un nuovo simbolo, fedele alla tradizione ma dallo stile più moderno. Si lavorerà anche per riportare gli olbiesi allo stadio. Anche per questo pure domenica prossima l’ingresso al Nespoli costerà soltanto 1 euro.

Stadio alla Basa. Il progetto di Marino non può prescindere dal discorso infrastrutture. L’idea è infatti quella di riservare il Bruno Nespoli al settore giovanile. E soprattutto quella di trasformare in uno stadio il campo di allenamento in zona Basa. C’è lo spazio per i parcheggi, per le tribune e per gli uffici. «Il Nespoli, per la Lega pro, non è adatto – ha detto Marino -. Sicuramente dovremo adeguare le strutture alle nostre ambizioni». I lavori alla Basa, comunque, dovrebbero partire presto. Anche perché il futuro stadio olbiese potrebbe addirittura ospitare le partite del Cagliari, durante i lavori di restyling del Sant’Elia. «Il Cagliari a Olbia? Potrebbe essere un’opportunità, ma noi lo stadio lo facciamo comunque».

Amici rossoblù. E a proposito di Cagliari, è ovvio che tra l’Olbia e la società rossoblù ci sarà più che una collaborazione, soprattutto per quanto riguarda il settore giovanile. Marino e Giulini sono infatti legatissimi ed è possibile che in tutta questa operazione ci sia una unità d’intenti. Secondo

alcune indiscrezioni, per esempio, a ricoprire il ruolo di nuovo direttore sportivo dell’Olbia potrebbe essere Pierluigi Carta, al momento ds della Primavera del Cagliari. Presto Alessandro Marino farà le sue mosse. Poi le comunicherà ufficialmente alla città.

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