C’era una volta Fort Sant’Elia

Nuovo ko casalingo del Cagliari, ride il Perugia dell’ex Bisoli. Tutti in ritiro da oggi

INVIATO A CAGLIARI. Il fortino Sant'Elia sta diventando terreno di conquista per gli avversari. Il Cagliari incassa la seconda sconfitta consecutiva in casa (la terza in quattro gare) e la società d’accordo con l’allenatore Rastelli ordina il ritiro. Da stamattina fino a sabato, quando giocherà a Vicenza, il Cagliari cercherà la concentrazione perduta al Centro sportivo di Assemini.

Questa volta è il Perugia dell'ex Bisoli a portarsi via i tre punti dalla Sardegna, certificando la crisi della squadra di Rastelli. Se il pareggio di Trapani aveva in qualche modo ridato fiducia ai sardi, il ko di ieri è una mazzata sul piano psicologico. E' una sconfitta che fa male, meritata. Nonostante il vantaggio sulla terza sia rassicurante (dieci punti), il Cagliari deve cominciare a preoccuparsi. Oltre ad aver perso l'occasione di agganciare o superare il Crotone che tiene saldo lo scettro del campionato, ha subito un’involuzione sul piano del gioco. I gol di Prcic nel primo tempo e Milos nel secondo, hanno portato in paradiso gli umbri e fatto inferocire i tifosi che non sono stati teneri con i loro beniamini. La serie A è alla portata ma la squadra sta mandando brutti segnale. Serve una risposta immediata se non si vuole rovinare tutto.

Sul sicuro. Non corre rischi Massimo Rastelli. Recupera Ceppitelli, Tello e Melchiorri ma li lascia in panchina perché i primi due non hanno i 90' nelle gambe, il terzo viene da una settimana di lavoro travagliata. La formazione è quella annunciata con Barreca al posto di Murru in difesa, i rientri di Cinelli e Fossati a centrocampo (completato da Joao Pedro), l'inserimento di Cerri al fianco di Sau in avanti. Farias comincia da trequartista ma ha libertà di muoversi sul fronte d'attacco. Tutto confermato nel Perugia sbarcato in Sardegna strapieno di cerotti. Quello schierato da Bisoli è un 4-4-1-1 con Aguirre punta centrale, Zapata alle sue spalle. In campo Guberti, appena rientrato da un infortunio.

Gara in salita. Il Cagliari non sfrutta un paio di occasioni per mettere il match in discesa. Col passare dei minuti il Perugia conferma di essere una squadra ostica. Si difende con ordine, chiude tutte le linee di passaggio, costringe i rossoblù a continui lanci lunghi per la testa di Cerri, quasi sempre anticipato da Mancini, riparte in velocità e qualche volta trova terreno fertile in una difesa che ogni tanto si addormenta. Come quando Aguirre, (dimenticato da Krajnc) solo davanti a Storari, spedisce alle stelle. Non sbaglia invece Prcic, servito da Guberti, che ha il tempo di avvicinarsi al limite dell'area, prendere la mira e trafiggere Storari. E' un pugno nello stomaco. Bisoli ha preparato bene la gara. La sua squadra tiene le linee tra i reparti strettissime e il Cagliari non capisce che portare palla è un errore grave.

Super Rosati. Però il portiere del Perugia nel primo tempo è il migliore in campo. Quattro grandi parate su Farias, Joao Pedro, Sau e Salamon. Soprattutto sulla schiacciata di testa del polacco fa un balzo felino per prendere quel pallone che si stava infilando a mezza altezza. Il Cagliari aumenta la pressione, il Perugia è costretto ad abbassarsi e le sue ripartenze sono sporadiche. Ma quando si affaccia dalle parti di Storari sono brividi. Il Cagliari ha bisogno di riordinare le idee.

Confusione. I rossoblù tornano in campo determinati ma giocano con frenesia, perdono palla in modo banale, oltre a sbagliare tantissimi passaggi. Il Perugia si difende bene ed è fortunato quando Joao Pedro sbaglia da due pass su un cross di Balzano. Bisoli toglie Aguirre, inserisce

Alhassan a sinistra e avanza Guberti (la sua partita finirà pochi minuti dopo) alle spalle di Zapata. Rastelli fa uscire Cerri, dentro Tello. Nel finale c'è spazio anche per Melchiorri, fuori Sau. Ma invece del pareggio arriva il 2-0 di Milos. Per il Cagliari è notte fonda. In tutti i sensi.

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