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Cagliari, l'entusiasmo di Gabriel: «Arrivo in un posto magico»

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Cagliari, l'entusiasmo di Gabriel: «Arrivo in un posto magico»

Il portiere rossoblù non nasconde la soddisfazione per la nuova avventura: «Mi hanno parlato benissimo di questa città»

CAGLIARI. «È iniziata per me una nuova tappa». Gabriel Vasconcelos Ferreira pesa le parole. Brasiliano di Unaí, classe '92, è in rossoblù dopo lo scambio tra Cagliari e Milan: al Diavolo passa Marco Storari. La scelta, dettata dal dover riguadagnare visibilità e continuità in campo, lo mette nel team dei brasiliani-rossoblù: Joao Pedro, Farias e Rafael: tra i due sarà caccia proficua alla maglia da titolare. Una bella corsa per Rastelli. Gabriel in rossonero è stato la chioccia di Donnarumma. «Qui metterò particolare attenzione, determinazione e forza. Comincio questo nuovo viaggio con il Cagliari. Forza Casteddu!» la frase detta a Elmas ieri mattina.

L'approccio è positivo. Il portiere-armadio (1.93 cm per 90 chili) non scorda: «Voglio dire grazie alla dirigenza del Milan, per il sostegno e la collaborazione, e allo staff tecnico, per l'aiuto e la comprensione». Cresciuto nelle giovanili del Cruzeiro (2007/10) è stato terzo portiere della prima squadra. Nel 2011 ha vinto il Campionato Mineiro. L'anno dopo lo compra il Milan per settecentomila euro. Prende la maglia 59. L'esordio è del 19 ottobre 2013: 1-0 sull'Udinese a San Siro. Nel 2014 va al Carpi (serie B). A fine anno gli emiliani salgono in A, Gabriel viene eletto quarto miglior portiere del campionato e il 1 luglio 2015 rinnova con il Milan fino al 2018. Passa al Napoli, sempre in prestito e trova l'esordio in Europa League, 2-0 al Legia Varsavia. Il 3 aprile 2016 ecco il campionato. I partenopei beccano 3-1 all'Udinese in Friuli. Gabriel para anche un rigore. Chiusa l'esperienza il rientro al Milan.

Con i rossoneri ha prolungato il contratto fino al 2019. Al club di Giulini approda in prestito secco. «Ringrazio la società per avermi dato questa opportunità. In tanti mi hanno parlato di Cagliari come di un posto magico: si vive bene, la gente ti fa sentire speciale, è davvero l'ideale per un calciatore. Sono sicuro che sarà così anche per me». Città e campo. Le motivazioni lievitano: «Non vedo l'ora di iniziare ad allenarmi con i nuovi compagni. Un saluto a tutti i tifosi rossoblù, ci vediamo presto».

Ma non solo. Intercettato all'aeroporto dai cronisti, Gabriel ha tagliato corto: «Titolare? Non lo so, prima devo arrivare lì e allenarmi. Poi si vedrà, passo dopo passo. Il Milan? Resterà sempre nel cuore, cosa succederà in futuro non lo sappiamo». Campione con l'Under 20 del Brasile in Perù nel 2011 (8 giocate su 9), il bis l'anno dopo, la prima chiamata in Selecao dal ct Mano Menezes, risale nell'agosto 2010. Nel 2012 l'esordio a Solna con la nazionale maggiore: Svezia-Brasile 0-3. Un percorso

interessante. Ma ora c'è in palio la salvezza. «Rastelli? Non ci ho ancora parlato, è stato fatto tutto in fretta». Gabriel arriva, Storari parte. Il portiere pisano saluta a titolo definitivo e non è contento: "Pensavo che a Cagliari potesse finire diversamente. Ma qualcuno non mi voleva».

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