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Un campione del mondo per la Torres

Pedro Paolo Pasculli è il nuovo allenatore rossoblù, vinse il Mundial 1986 con l’Argentina di Diego Armando Maradona

SASSARI. Pedro Paolo Pasculli è il nuovo allenatore della Torres. L’accordo è stato ufficializzato ieri sera dopo l’arrivo dell’argentino a Sassari e un breve faccia a faccia col ds rossoblù Vittorio Tossi. Pasculli ha accettato la “mission impossible” di salvare la squadra dalla retrocessione e questa mattina avrà il primo contatto con i giocatori. Poi, nel pomeriggio, dirigerà l’ultimo allenamento prima della trasferta a San Teodoro. Il mister avrà il compito di ridare fiducia a un gruppo che naviga all’ultimo posto della classifica della serie D puntando sulla sua grandissima esperienza (per la verità più come calciatore che come allenatore) e sul carattere di chi è abituato da sempre a prendere la vita di petto.

Il curriculum del nuovo allenatore rossoblù è vastissimo ma non piu che cominciare da un nome: Diego Armado Maradona. I due sono stati compagni di squadra nella nazionale argentina che ha vinto il campionato del mondo nel 1986. Una squadra meravigliosa che è arrivata dove è arrivata anche grazie Pedro Pasculli. E’ suo il gol decisivo negli ottavi di finale contro l’Uruguay. Un derby sentitissimo che segnò la svolta del torneo e spianò la strada alla squadra di Menotti.

La notte prima della finale con la Germania Pedro Paolo e Dieguito divisero la camera e le preoccupazioni. «Era un’attesa che non finiva mai – raccontò anni dopo Pasculli –. E’ difficilissimo dormire sapendo che il giorno dopo devi giocare la finale della Coppa del Mondo. Io non riuscii a prendere sonno, ma per Diego quella emozione era una cosa normale. Era teso, ma tranquillo. E trasmetteva la sua sicurezza a tutto il gruppo. Avere una persona come Maradona vicino, che dava consigli ai compagni, è stato fondamentale».

Quella sicurezza il nuovo mister rossoblù dovrà trasmetterla ai suoi ragazzi. E dovrà farlo in fretta perchè il campionato non aspetta e le giornate a disposizione per provare a tirarsi fuori dai guai sono sempre di meno.

Ma come si è arrivati a Pasculli? La decisione di esonerare Giuseppe Misiti era nell’aria da qualche tempo ed è diventata una certezza depo la sconfitta col Muravera al Vanni Sanna. Già lunedì i responsabili del club sassarese si sono attacchi al telefono per sondare la disponibilità di quattro o cinque allenatori considerati capaci di fare il miracolo. Sono stati sentiti Bernardo Mereu e Archimede Graziani, è stata sondata la disponibilità di Gianluca Festa, poi i riflettori si sono spostasti sul mercato sardo. Alla fine dal cilindro è saltato il nome dell’ex nazionale argentino. A suo favore la lunga esperienza nel mondo del calcio e la capacità di fare gruppo. Valori maturati sul campo, prima come giocatore poi come allenatore alla guida nazionale dell’Uganda, la nazionale azzurra di beach soccer dell’Italia, della Dinamo di Tirana (terza nella serie A albanese) e di tante squadre italiane: il Verbiana (serie D), l’Horatiana Venosa, la Toma Maglie, il Paternò e, nella scorsa stagione la formazione Berretti del Lecce, società della quale è stato, a lungo, consulente tecnico. Adesso l’arrivo a Sassari e l’inizio di una nuova avventura che non sarà facile ma che merita di essere vissuta con la stessa passione della finale mondiale.

Pasculli sarà presentato questa mattina alla stampa,

poi vedrà la squadra e dirigerà il primo allenamento. Giuseppe Misiti - al quale la società ha voluto rinnovare la fiducia – ha ripreso il suo posto alla guida della formazione juniores. L’allenamento di ieri è stato diretto dal preparatore atletico Alessandro Masotti.

Antonio Ledà

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