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Un grande orgoglio non basta Troppa Milano per la Dinamo

I biancoblù costretti a inseguire anche se in partita fino all’ultimo giro di cronometro Sprecata la palla del sorpasso e un grande Rakim Sanders non perdona gli ex compagni

SASSARI. Fiammate color rosso brillante al palazzetto e solo qualche spruzzata di biancoblù. La Dinamo ci prova ancora ma il gap con Milano è sempre quello: meno 9 all’andata ad Assago, meno 10 nella finale di coppa Italia, meno 7 ieri al palazzetto. Tutte sfide nelle quali le speranze dei sassaresi si sono fermate su una sbavatura o su una tripla che rimbalza sul ferro. La capolista vince 75-82 al PalaSerradimigni al termine di una gara condotta praticamente per 40 minuti e rimasta in bilico solo per pochi istanti.

Tutta in salita. Il Banco ha messo la testa avanti una volta sola, a una vita da fine gara (5-3 dopo 2’30”) e ha visto i campioni d’Italia scappare via più volte. Nei momenti in cui Stipcevic e compagni sono riusciti a sistemare le cose in difesa, è quasi sempre arrivata la giocata della stella di turno (Hickman, Sanders e McLean su tutti) che ha fatto la differenza. Dall’altra parte ai biancoblù sono mancate proprio le stoccate decisive: la squadra di Pasquini, brava a risalire più volte la corrente (massimo svantaggio -14 al 26’, 39-53), ha pasticciato nei momenti importanti (15 palle perse e appena il 25% da 3) e ha fallito prima con Bell poi con Stipcevic i tiri da oltre l’arco che avrebbero potuto cambiare le sorti della gara. Milano si era presentata al palazzetto priva di quattro giocatori importanti (Simon, Dragic, Kalnietis e Fontecchio), ma alla resa dei conti le rotazioni corte hanno permesso a Repesa di conservare un certo equilibrio durante tutti i 40’ e di manterere l’abissale gap in classifica sulle inseguitrici.

La partita. L’avvio dei sassaresi è tutto nell’energia che Gani Lawal, ex milanese, mette sul parquet dalla palla a due. L’ex Milano ci tiene da morire a fare bella figura e dopo 31” di gioco ha già fatto due stoppate. Il suo avversario diretto Raduljica invece ha tutt’altro atteggiamento e dopo neppure 3’ si è già accomodato in panchina con tre falli, l’ultimo dei quali un tecnico per proteste. L’Armani domina a rimbalzo e colpisce da fuori, con la Dinamo che registra il gioco con l’ingresso di Stipcevic ma alla prima sirena è sotto di 6, 17-23. Pasquini spedisce D’Ercole a francobollare a Cinciarini, poi la premiata coppia Savanovic Stipcevic rimette in corsa il Banco (26-27) al 13’). Abass decolla, Sanders e Macvan colpiscono da fuori e lanciano l’Ea7 a +9 (26-35) con un break di 8-0. Pasquini tira fuori un Lydeka in difficoltà e rimanda dentro Lawal, che sblocca subito la Dinamo, poi la difesa di Stipcevic e una tripla di Bell valgono il -4 (31-35 al 16’). La terna arbitrale fa imbestialire il pubblico ma intanto Milano accelera ancora e all’intervallo i sassaresi sono sotto di 9 (35-44), senza sapere se prendersela più con gli arbitri con se stessi.

Crollo, risalita e colpo di grazia. Nel terzo quarto Pascolo e Cinciarini fanno subito male (35-48), poi Savanovic e Lacey sbloccano i sassaresi (39-48), ma Sanders è un killer da oltre l’arco, mentre Pascolo fa quello che vuole nell’area colorata. A 6’11” Milano schizza a +14 (39-53), Pasquini chiede timeout e la Dinamo ne esce trasformata: Lacey e Stipcevic accelerano, Lydeka dalla lunetta fa 50-57 a 2’10” e alla terza sirena è 55-62. Sanders ricaccia subito indietro i sassaresi con la quarta tripla della sua serata (55-65), ma Sacchetti riapre i giochi con 5 punti di fila. Il palazzetto è una bolgia, Milano non segna, così Lighty e Lawal firmano il -1 (64-65 a 5’59”). La Dinamo ha in mano anche la palla del vantaggio, ma Bell la gioca malissimo, Lighty spadella da fuori e l’Ea7 mantiene il controllo

(64-69 a 4’29”). La difesa sassarese tiene, Lacey trova finalmente la tripla e a 2’10" è -4 (67-71). Giochi riaperti? Ancora una volta no, perché la tripla del possibile -1 tentata da Stipcevic colpisce solo il tabellone. Milano si può battere, forse, ma alla Dinamo manca ancora qualcosa.

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