Giocatore preso a calci in faccia, il Ploaghe chiede scusa alla Lanteri

Lettera della società biancoblù al calciatore ferito e al club sassarese: «In 23 anni di attività, la nostra società non si è mai trovata di fronte a gesti simili»

SASSARI. Dopo la zuffa scoppiata domenica sul campo della Lanteri (e innescata da un giocatore del Ploaghe) la società biancoblù sente il dovere di chiedere scusa.

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«Chiunque abbia visto la partita – scrive il presidente Giovanni Serra – ha avuto modo di giudicare l'accaduto: 90 minuti di calcio e 5 di follia. Da parte nostra una sola parola può riassumere l'accaduto: scusa. Prima di tutto lo dobbiamo a Francesco con la speranza che si riprenda al più presto, subito dopo a tutta la Asd Lanteri . Il Ploaghe condanna fermamente ogni gesto violento. La storia della nostra associazione parla da sola. Siamo da sempre impegnati nel sociale e a favore dell'integrazione».

«I fatti di domenica però non hanno nulla a che fare con l'integrazione o con considerazioni di taglio razziale; non si può parlare nemmeno di calcio; si tratta di un episodio deprecabile, da condannare fermamente e dettato dalle difficoltà di una società a che non riesce a dare risposte a domande complesse che spesso sfociano nella frustrazione - continua la lettera del Ploaghe -. In 23 anni di attività la nostra società mai si è mai trovata di fronte a gesti simili, tantomeno dovuti a dei nostri tesserati, verso i quali perseguiamo come obbiettivo educativo concetti diametralmente opposti alla violenza, quali tolleranza, integrazione onesta e lealtà sportiva. Crediamo fermamente in ciò che facciamo e a dimostrarlo, dopo il deprecabile episodio di domenica, ci sono i comportamenti di tutti i restanti tesserati e dirigenti. L'augurio è che i fatti di domenica non abbiano ripercussioni e si risolvano nella maniera migliore per tutti».

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