Olbia, la salvezza passa dalle sfide dirette

Bianchi dai due volti contro il Como, alla fine si sono accontentati del pari. Ora la prima partita-verità contro il Tuttocuoio

OLBIA. Un’Olbia A, tonica, grintosa, efficace, reattiva. Un’Olbia B, stanca, smussata, intimorita, appagata. Contro il Como, nella partita di sabato che ha dato un punto ai bianchi e ha interrotto la maxi serie nera di sette sconfitte di fila, si è vista una doppia Olbia. Bella nel primo tempo, quando è stata capace di imporre il proprio gioco e di recuperare subito allo svantaggio; bruttina nel secondo, quando si è un po’ seduta, senza cercare con convinzione (o forza) il colpo che le avrebbe potuto dare la vittoria. I mille tifosi al Nespoli - mica pochi - hanno una sola domanda: quale delle due sarà quella che scenderà in campo nelle prossime otto partite? Ovviamente, la speranza è che sia la prima; solo così sarà possibile centrare la salvezza diretta, avendo ora l’Olbia tre punti sulla zona playout.

Un primo tempo di carattere. L’Olbia scesa in campo contro il Como - con il 3-5-2 scelto da mister Tiribocchi per sopperire all’assenza di Andrea Cossu - è apparsa grintosa, determinata, efficace in difesa e pericolosa in attacco. Per atteggiamento, la stessa squadra vista ad Alessandria. Non male, dunque. I bianchi sono andati vicinissimi al gol in più occasioni. Per esempio con Piredda e Feola, le cui conclusioni sono state parate in modo straordinario dal portiere lariano. Hanno anche segnato, con Kouko, ma l’arbitro ha annullato tutto per un fuorigioco che le riprese televisive hanno dimostrato non esserci. Hanno preso gol, anche, sul secondo tiro in porta del Como. Ma hanno reagito alla grande, pareggiando quattro minuti dopo con Dametto. Un altro bel segnale.

Un secondo tempo di prudenza. Nella ripresa, l’Olbia è apparsa stanca. Ha sfiorato il gol del vantaggio dopo pochi minuti - conclusione di Iotti fermata sulla linea - poi è calata. Geroni ha abbassato di botto i giri e ha perso due-tre palloni creando pericoli alla sua porta; Ragatzu e Kouko, che avevano corso come dannati, sono andati in riserva; Piredda non ha trovato spazi né ha inventato giocate. Avendo rischiato di prendere gol in un paio di occasioni, i bianchi hanno cambiato pedine e atteggiamento: Benedicic ha preso il posto di Geroni e, a differenza delle ultime uscite, ha dato peso e sicurezza al centrocampo; Ogunseye è entrato per Kouko, ma non ha fornito alcun contributo alla causa. Sopratutto, l’Olbia, che pure ha tenuto il pallino del gioco (55% di posesso palla), ha fatto capire che il pareggio le andava bene e non ha osato. Un punto le andava bene, l’importante era uscire dal tunnel dei sette ko. Un pensiero che sembrano aver condiviso tutti, dal patron del Cagliar e super sponsor bianco Tommaso Giulini (in tribuna al Nespoli) a Mario Beretta (capo del settore giovanile rossoblù) e Pierluigi Carta (ds dei bianchi); questi ultimi due, dopo una settimana passata a Olbia, sono stati visti andare dalla tribuna agli spogliatoi durante l’intervallo.

Le concorrenti fra alti e bassi. L’Olbia avrebbe potuto vincere contro il Como, se fosse rimasta quella del primo tempo. Tuttavia, il pareggio, alla fine, porta da due a tre i punti di vantaggio sulla zona playout. L’Olbia ha 39 punti, le dirette concorrenti, sotto di lei, ne hanno 29 (Tuttocuoio, Carrarese, Prato), 28 (Lupa Roma) e 25 (Racing Roma); sopra di lei, 33 punti (Pontedera), 36 (Pistoiese), 38 (Siena). Sabato scorso non è stato un turno favorevole, in ottica Olbia: la Pistoiese ha battuto la Cremonese (seconda in classifica) e il Siena ha vinto sulla capolista Alessandria; risultati

imprevedibili, sorprendenti. Bene solo il pari fra Tuttocuoio e Pontedera.

Sabato prossimo, c’è il primo scontro diretto: l’Olbia se la vedrà sul campo del Tuttocuoio, in attesa di buoni risultati soprattutto da Cremonese-Pontedera, da Arezzo-Pistoiese...

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