Arbitri, Nicchi elogia il sardo Antonio Giua: tra due anni fischierà in A

Il presidente dei direttori di gara conferma l’intenzione di svecchiare la categoria e promuove il giovane fischietto gallurese: «Domenica è stato perfetto

OLBIA. L’investitura è arrivata dall’alto: Marcello Nicchi, capo degli arbitri italiani di calcio, ieri ha detto che Antonio Giua «tra due anni arbitrerà in serie A».

Antonio Giua, per chi non lo sapesse, è un giovane fischietto gallurese: nato e cresciuto a Calangianus, fa parte della sezione Aia di Olbia, ed è lanciatissimo. A soli 29 anni, per dire, gli hanno affidato la partita più delicata d’Italia, lo scorso week end: quella fra Foggia e Lecce, super derby della serie C, una sfida a cui hanno assistito 16 mila spettatori; una partita d’alta quota, con una pressione ambientale elevatissima.

Ebbene, Giua, a leggere la Gazzetta dello Sport, se l’è cavata alla grande: ha preso un bel 7 in pagella. Mica poco.

Poche ore dopo, è arrivata appunto la consacrazione pubblica di Nicchi. «Gli arbitri possono sbagliare, come sbagliano i giocatori in azione o gli allenatori che non azzeccano la formazione - ha detto a “Radio anch'io sport” il numero 1 degli arbitri -. Nel giro di 2 o 3 anni cambierà oltre il 50% degli arbitri di vertice, perciò dobbiamo prenderci qualche rischio con l'inserimento di qualche giovane».

E fra questi, ha citato proprio Giua per la direzione di Foggia-Lecce, con la previsione impegnativa: «In un paio di anni arriverà in Serie A».

Una bella responsabilità, per Giua di Olbia: accanto al suo nome si mette Olbia, nei tabellini, perché l’arbitro è iscritto appunto in quella sezione Aia; questa precisazione, in Gallura, è opportuna perché a Calangianus giustamente rivendicano di essere il paese dell’arbitro.

Giua, in effetti, è calangianese al 100%: è nato lì, è cresciuto lì, vive lì, dopo la parentesi a Pisa, città nella cui università, proprio un anno fa, si è laureato in ingegneria gestionale.

La sua carriera è cominciata in Gallura, arbitrando le partite dei giovanissimi provinciali; poi ha cominciato a salire di serie, arrivando alla serie C (o Lega Pro, per essere corretti) e al campionato Primavera (in questa categoria a ottobre ha diretto la finale di Supercoppa fra Roma e Inter).

In base ai dati di Transfermarkt, vanta 2 presenze in Coppa Italia di Lega Pro, 2 in Coppa Italia, 19 in Lega Pro girone A, 8 in Lega Pro girone B, 22 in Lega Pro girone C, 20 nel campionato Primavera girone A, 6 nel campionato Primavera girone

B, 5 nel campionato Primavera girone C.

Solo in questa stagione, e solo restando in Lega Pro, ha diretto 15 partite, con un bilancio di 9 vittorie per le squadre di casa, 4 pareggi, 2 vittorie esterne; 46 i cartellini gialli (di cui 21 nel girone C), 3 le espulsioni. (g.pi.)

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