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Pisacane non sapeva delle combine

Cagliari

Pisacane non sapeva delle combine

Cagliari, il difensore esce a testa alta dal processo per le gare aggiustate dell’Avellino: «Ho sempre creduto nella giustizia»

CAGLIARI. «So di avere la coscienza a posto, ero fiducioso nella giustizia. Adesso, concentriamoci su queste ultime sette partite". Fabio Pisacane riparte più carico che mai. Peccato che sabato, in squalifica per somma di "gialli", contro il Chievo non ci sia. In questi mesi, il difensore di Napoli ha giocato alla grande. Soffrendo, a denti stretti. Il fango dei pentiti, allusioni, intercettazioni, atteggiamenti pochi chiari: un mix che fa male. A chiunque. Anche quando si ha morale e comportamenti specchiati, un incubo rimane tale. Fino a ieri.

Poco dopo le 11 da Roma, la parola fine: prosciolto. Un gol per la moglie Rosy e i loro figli Andrea e Francesco: perle di presente e futuro. Il film si chiude al top. Fabio pensa anche al padre Andrea e alla famiglia: l'onestà marchiata sulla pelle. «Essere poveri non significa diventare delinquenti» ripete spesso Pisadog, come l'ha battezzato Rastelli che l'ha voluto in rossoblù. Il difensore ha convinto il tecnico sul campo, senza sconti o privilegi: 18 settembre, debutto in A contro l'Atalanta. «Ho sempre guadagnato le cose con il lavoro. La mia vita è basata su rispetto e sacrificio. Devi crederci e non mollare mai».

La marcia giusta. Velocità, ritmo e grinta: in campo e nella vita. Il salotto della casa in centro ospita una quantità meritata di premi e riconoscimenti. L'uomo che al debutto ha annullato Papu Gomez, poi, tra i tanti, Niang e Immobile, ritrova la serenità perduta. E anche Massimo Rastelli tira un sospiro di sollievo. Il difensore - dopo aver coperto l'intera linea difensiva, e perfezionato l’ amalgama con Bruno Alves - è risorsa preziosa negli equilibri difensivi disegnati dal tecnico. E anche per il club, che potrebbe prolungare un contratto onorato a testa alta che scade nel 2018, la sentenza è dolce e profumata. «Pisacane prosciolto nel merito. A zero le chiacchiere». Tommaso Giulini non ha mai avuto dubbi. E quando ieri la sentenza ha scagionato il difensore - coinvolto a torto nell'ennesimo pasticcio italico di scommesse, pallone, malavita - il patron ha usato un tweet di gioia. E fermezza.

Mister umiltà. Dal prestigioso quotidiano britannico The Guardian che lo chiama "eroe moderno" e lo issa per la tenacia nell'aver sconfitto la sindrome di Guillain-Barrè a fair play e probità, premiato da Fifa, ambasciatore Figc per aver rifiutato di truccare un match. Un'esistenza che si apre nei vicoli dei Quartieri Spagnoli, una feroce malattia, l'approdo al calcio. Fino alla maglia del Cagliari, con la A e tutto il resto. Nel libro "La favol...A" Fabio Pisacane si racconta senza filtri. Parole dure, modestia d'acciaio. Ottimo esempio per i ragazzini. E non solo.

Il processo. Ieri il Tribunale federale l’ha prosciolto - in ballo le partite truccate dell'Avellino nel 2013/14 (il difensore giocava con gli irpini) - dall'accusa di omessa denuncia. La Procura federale per Pisacane aveva chiesto sei mesi di stop e potrebbe ricorrere in secondo grado. Tra gli altri coinvolti nelle indagini squalifica per 18 mesi del difensore del Genoa e dell'Italia, Izzo, tre punti di penalizzazione per l'Avellino e ammenda di 50mila euro per club e giocatore. Pini (Tor Bellamonaca) e Milesi (ex Avellino hanno avuto cinque anni di squalifica e 50mila euro di multa. Prosciolti, oltre a Pisacane,

il presidente degli irpini, Taccone, e i calciatori Biancolino, Castaldo e Arini.

Izzo, Millesi e Pini erano accusato di aver “aggiustato” due gare disputate dall’Avellino per favorire un gruppo di scommettitori. Gli altri imputati, Pisacane compreso, di non aver denunciato la combine.

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