Andrea Mura nella leggenda della vela 

Lo skipper vince per la seconda volta la prestigiosa Ostar: ieri l’ingresso trionfale di Vento di Sardegna a Newport

CAGLIARI. Andrea Mura con il suo Vento di Sardegna concede il bis alla Ostar. Si conferma il re dell’oceano lo skipper cagliaritano che, dopo la vittoria conquistata nel 2013, si è ripetuto aggiudicandosi dopo poco più di 17 giorni di navigazione la leggendaria regata atlantica in solitario (2850 miglia) partita il 29 maggio da Plymouth, in Inghilterra. Un trionfo, quello di Andrea Mura, che ieri ha tagliato il traguardo di Rhode Island, Newport, in prossimità di New York alle 18,10 italiane salutato da un entusiasta comitato di accoglienza al suono di clacson e sirene. Dopo aver tagliato la linea d’arrivo, ad accompagnarlo al pontile del porticciolo della capitale del Rhode Island la compagna Daniela che ha seguito tutte le operazioni d’ormeggio di Vento di Sardegna: «La Ostar è finalmente finita: è stata una regata estremamente impegnativa, sono contento di essere qui sano e salvo. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito tramite giornali, TV e web, ed anche tramite i social, anche in mezzo all’Oceano non mi sono mai sentito veramente solo». Sono queste le prime parole pronunciate all’arrivo da Mura, che ora a pieno merito entra nella leggenda ed essere ormai annoverato nell’elite dei navigatori solitari al mondo. È infatti il primo italiano ad aggiudicarsi per due volte la Line Honours a bordo di un monoscafo, aggiungendo al suo palmares anche il successo ottenuto nel 2012 alla Twostar, la Ostar in doppio equipaggio.

Diciassette giorni, 4 ore, 6 minuti e 19 secondi: questo il tempo di percorrenza impiegato dal 52enne navigatore sardo: 7 ore in meno rispetto a quello registrato 4 anni fa, durante il quale non effettuò neanche una sosta, come avvenuto invece in questa edizione della Ostar, un’edizione che verrà ricordata per i tanti ritiri e per le tempeste perfette (venti con 60 nodi e onde alte 15 metri), che si sono sviluppate davanti alla Nuova Scozia. È stata quasi una gara ad eliminazione, visto che quattro potenti burrasche in successione hanno decimato la flotta, costringendo al ritiro i due terzi dei concorrenti, tra i quali anche l’italiano Michele Zambelli, che ha dovuto abbandonare la sua Illumia, dopo essere stato salvato da un elicottero della Guardia costiera canadese. Mura ha resistito nonostante le burrasche che hanno messo a dura prova l’Open Felci 50 Vento di Sardegna che ha subito diverse avarie ed è stato costretto a fare due soste. Ma dopo aver riparato i danni, è ripartito e ha puntato la prua verso Newport, dove ha nuovamente sventolato la bandiera dei quattro mori, iscrivendo per la seconda volta il suo nome nell’albo d’oro della Ostar. A causa dei due pit-stop, non ha ottenuto il record stabilito da Giovanni Soldini nel 1996: era uno degli
obiettivi non dichiarati da Andrea Mura, che aveva scelto una rotta nord tra Islanda e Groenlandia all’inizio della regata per aggirare la prima depressione ma anche per cercare quei venti che gli hanno consentito da subito di guadagnare molto vantaggio.

Sergio Casano

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