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Il cuore torresino non smette di battere: battesimo per la nuova società

Tifo da stadio alla presentazione all'hotel Il Vialetto. Sechi: «La prima vittoria è aver salvato l’onore di questa città» 

SASSARI. «I guerrieri sono guerrieri perchè quando cadono hanno la capacità di rialzarsi per riprendere a combattere». La frase di Tore Pinna, portierone e bandiera della Torres, riassume bene le recenti vicende della squadra sassarese. Un club «massacrato dalle ultime sciagurate gestioni» (copyrigh di Salvatore Sechi) che però non si arrende ed è riuscito nel miracolo di riannodare i fili della sua storia. Il battesimo ieri sera, 19 giugno, in una sala convegni dell’hotel “Il Vialetto” stracolma di tifosi di tutte le età.

Duecento persone - forse di più - che hanno fatto da cornice al primo passo ufficiale della nuova società. A Salvatore Sechi, l’imprenditore sassarese che ha portato avanti il progetto e ha assunto la carica di presidente, è toccato il compito di fare gli onori di casa. Al suo fianco il vicepresidente Antonio Carboni, il direttore generale Gianfranco Satta, il tesoriere-segretario, Adelmo Sechi, il nuovo allenatore Ivan Cirinà, il preparatore atletico Pietro Mossa e due ragazzi che rappresentano il passato e il futuro della squadra rossoblù: Tore Pinna (accolto da una standing ovation) e Carlo Piga.

Il portiere Tore Pinna
Il portiere Tore Pinna

Ospite al tavolo della presidenza il sindaco Nicola Sanna che ha spiegato in maniera efficace il motivo della sua presenza. «Questa nuova società porta un nome importante e ha il compito di salvare l’onore sportivo della nostra città. Quando Salvatore Sechi ci ha illustrato il progetto lo abbiamo condiviso e gli ho promesso che faremo il possibile per dargli una mano. La prima cosa che posso dire è che non c’è dubbio che la Torres giocherà al Vanni Sanna perchè quello è il suo stadio. Sechi – ha concluso il sindaco – è un imprenditore che vede in questa impresa una possibilità di successo. Ci voglio credere anch’io e gli auguro di riuscirsi».

Il presidente ha incassato l’assist (almeno lo stadio c’è) e ha ricostruito le vicende che hanno portato alla morte a alla rinascita del club sassarese. «Ho deciso di intervenire – ha spiegato – quando ho visto i giocatori della Torres messi fuori dall’albergo per morosità. Qualcuno, allora, ha storto il naso perchè ho dato una mano a Daniele Piraino. Ebbene sono contento di averlo fatto perchè con quella operazione abbiamo posto le basi per essere qui oggi. Se non fossi intervenuto io con i tifosi della Curva Nord (autori di una generosa colletta) la Torres non avrebbe concluso il campionato e sarebbe stata radiata dai ranghi federali».

La situazione ha preso una piega diversa anche se la vecchia Torres non è riuscita a salvarsi «perchè il bilancio era così pasticciato che i nostri commercialisti ci hanno messo mesi per cercare di rimetterlo in ordine. E vi posso assicurare – ha continuato il presidente – che il passivo era così pesante da rendere vano qualsiasi tentativo di ricapitalizzazione. Piraino si è accorto di aver combinato un pasticcio e, anche se in ritardo, gli va riconosciuto il merito di aver fatto l’unica casa possibile: denunciare alla Procura della Repubblica la vecchia proprietà e chiedere la liquidazione della Sef Torres 1903. Si è anche assunto l’onere di fare il liquidatore sapendo che non sarà un compito facile».

«Detto questo – ha concluso Sechi – ho il rammarico di non essere riuscito a salvare la squadra dalla retrocessione, anche se ci siamo andati vicinissimi. Abbiamo però salvato il buon nome della Torres onorando il campionato e questa cosa non è passata inosservata in Federazione. Non a caso anche Roma ci ha spronato ad andare avanti nella nostra strada e potrebbe darci una mano quando ci saranno da decidere i ripescaggi. La vecchia Torres non avrebbe avuto chance noi possiamo provarci». Di squadra e di speranze ha parlato Gianfranco Satta, ex presidente del Tergu calcio e sindaco della cittadina dell’Anglona. «Non potevo non rispondere all’appello di Salvatore – ha detto – perchè mi considero sassarese e sono, da sempre, torresino. Ho detto sì all’idea di far rinascere la squadra rossoblù portando in dote l’iscrizione all’Eccellenza regionale e la mia conoscenza della categoria».

Satta ha confermato di avere già avviato una serie di contatti con «giocatori importanti» e ha tracciato l’identikit del torresino doc. «Porteremo a Sassari – ha detto – solo ragazzi che hanno voglia di rimetteresi in gioco domenica dopo domenica sapendo di indossare una maglia speciale». Nomi? il direttore ha confermato quelli che già circolavano da qualche giorno: i due centrali Cataldo Minutolo e Gianfilippo Caterisano, il portiere Antonio Sechi, l’esterno basso Edoardo Casu, i centrocampisti Vittorio Spanu e Giuseppe Palmisano e poi, naturalmente Tore Pinna e Carlo Piga. Gli altri arriveranno perchè la nuova Torres ha acceso i motori e non ha nessuna intenzione di fermarsi.

La serata è andata avanti con il saluto di Cirinà («E’ un passaggio fondamentale della mia vita, darò tutto») e degli altri dirigenti. Poi le domande dei giornalisti e dei tifosi in un clima di ritrovata fiducia e di grande unità. Tanto da ipotizzare un’amichevole col Bastia (difficile ma non impossibile) e un ritorno, in tempi brevi, nel calcio professionistico. La Torres in Eccellenza non ci fa niente ma, in fondo, è meglio l’Eccellenza che niente.


 

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