Diserbante nelle cisterne e Sorso resta senza campo di calcio

Incredibile sabotaggio alla vigilia della prima giornata di campionato. Giardinieri al lavoro per cercare di salvare il prato, squadra costretta a emigrare

SORSO. Il pubblico che domenica 3 settembre era sugli spalti della Piramide a seguire la partita Sorso-Torres sa bene che è finita 2 a 2. Quello che probabilmente non sa è che il manto erboso era stato “tinto” di verde appena qualche giorno prima. Il motivo? L’erba si è rinsecchita improvvisamente a causa di quello che ha tutta l’aria di essere un sabotaggio al diserbante. Le cose sono andate più o meno così: all’inizio sul campo è spuntato qualche ciuffo ingiallito, poi alcune chiazze e in poco tempo l’avvelenamento si è diffuso in tutto il tappeto. «Il 26 agosto il campo era splendido – spiega il vicepresidente della società romangina, Fabio Polo – ma dopo due giorni ha invece iniziato a ingiallire». I primi dubbi sono sorti all’inizio di agosto, quando la società ha scoperto una saracinesca dell’acqua di rete quasi serrata del tutto. Significa che per un bel po’ gli irrigatori hanno attinto dalle cisterne, svuotandole. E i dirigenti, pensando a un malfunzionamento dell’impianto, hanno rimpinguato le scorte con l’ausilio di un’autobotte.



Poi è arrivata la scoperta di una schiuma misteriosa all’interno delle cisterne e non c’è voluto molto per rendersi conto che si era davanti a un boicottaggio (ma sul perchè è mistero). La situazione del manto erboso è andata peggiorando giorno dopo giorno. Ieri i giardinieri hanno iniziato a lavorare per tentare una semina ristoratrice nella speranza che l’erbetta ricresca a tempo di record. Una cosa è certa: l’esordio in Eccellenza dei biancocelesti nel campo di casa, previsto per il 24 di settembre, dovrà essere rimandato. «Queste cose ti demoralizzano – riprende il vicepresidente Polo –. Siamo molto amareggiati per l’accaduto e stiamo cercando di recuperare il salvabile ma non è garantito che il manto erboso si riprenda. Di sicuro la prima partita in casa la giocheremo in un altro campo».

Lunedì pomeriggio la dirigenza si è chiusa in conclave per analizzare la situazione anche rispetto alla logistica. Sì, perché ora il problema è dove far allenare la squadra. «C’è il Madau ma non è disponibile negli orari in cui si allena la prima squadra e quindi speriamo di non essere costretti a vagabondare in altri campi», taglia corto il direttore sportivo, Beniamino Manunta. Il problema è arrivato fino alla scrivania del primo cittadino di Sorso, Giuseppe Morghen: «L’amministrazione si sta facendo carico del discorso sicurezza e questo è già un grosso sacrificio. E poi nel regolamento di utilizzo delle strutture sportive è prevista la richiesta straordinaria in seguito a eventi per cause di forza maggiore. Se si saranno delle richieste, le valuteremo».

Salvatore Santoni


 

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