Messi è una furia, il Barça mette sotto la Juventus

La “Pulce” in grande spolvero, realizza una doppietta, a segno anche Rakitic I bianconeri cominciano bene, non concretizzano e crollano nella ripresa

BARCELLONA. La Juventus dura solo un tempo. La classe di Lionel Messi, invece, sembra non avere fine. Il tiki-taka del Barcellona, architettato del fenomeno argentino, è un manifesto del calcio stesso. Una lezione che questa volta è toccata anche a Dybala e Buffon, dopo il dolce ricordo del passaggio dei quarti nella passata stagione a danno dei blaugrana.

Il Camp Nou si trasforma in un’accademia di football. Sembra il più bassino, eppure il professore di ruolo da queste parti è ancora lui. Leo Messi trascina il Barcellona alla vittoria per 3-0 contro la Juventus, nella prima giornata del gruppo D della Champions League. Doppietta del professore con la maglia numero 10, a cui si aggiunge il gol di Rakitic.

La Juventus lascia il Camp Nou con le ossa rotte: qualche buona occasione nel primo tempo, completamente cancellate da una ripresa da dimenticare, nella quale la formazione guidata da Allegri ha sempre subito gli avversari, che hanno avuto anche altre opportunità per rendere ancora più rotondo il risultato.

Guardi il secondo tempo e ti chiedi: “Ma come fanno? Sembra tutto così semplice per questa squadra”. È merito di un mago: trasforma l’impossibile, in possibile. Per le istruzioni basta guardare il gol di Messi al 69’: slalom tra Benatia e Alex Sandro degno di Alberto Tomba, stoccata precisa all’altezza di Valentina Vezzali.

Messi si toglie anche lo sfizio di cancellare uno dei pochi zero rimasti nella sua carriera da favola: prima di questa partita non aveva mai segnato a Gigi Buffon in Champions League. Un altro muro abbattuto. Ad Allegri servirà tempo per ricostruire una difesa che sembrava impenetrabile nella passata stagione: i bianconeri hanno già subito otto gol nelle prime cinque partite tra coppe e campionato.

Naturalmente il passaggio del turno non è a rischio. La Juventus insieme al Barcellona resta la favorita. Ma dopo le vittorie in campionato ottenute senza strafare e soprattutto senza far vedere bel gioco, appena i bianconeri hanno incontrato un avversario di livello superiore, si sono squagliati
come un gelato al sole.

Un brutto campanello d’allarme per una squadra che alla vigilia aveva ostentato sicurezza, pur consapevole di incontrare un Barcellona che non è lo stesso eliminato dalla Champions League nei quarti di finale. Dalla prossima partita non si potrà sbagliare.

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