L’Olbia è tornata: tre gol al Giana Erminio

Ogunseye, Ragatzu e Feola: così la sconfitta nel derby viene subito accantonata. E giovedì la sfida con l’Alessandria

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OLBIA: Aresti, Pisano (dal 9’ st Pinna), Dametto, Iotti, Cotali, Muroni, Biancu, Feola (dal 28’ st Pennington), Senesi (dal 37’ st Piredda), Ragatzu (dal 37’ st Arras), Ogunseye. A disposizione: Idrissi, Van Der Want, Manca, Murgia, Oliveira, Vispo, Marongiu, Leverbe. Allenatore: Mereu.

GIANA ERMINIO: Sanchez, Perico, Montesano, Bonalumi, Foglio, Marotta, Iovine (dal 33’ st Sosio), Pinardi (dal 1’ st Greselin), Chiarello (dal 22’ st Degeri), Perna (dal 22’ st Bardelloni), Bruno (dal 22’ st Okyere). A disposizione: Taliento, Concina, Pinto, Seck, Caldirola, Rocchi, Capano. Allenatore: Albè.

ARBITRO: Ricci di Firenze.

RETI: 28’ pt Ogunseye, 12’ st Ragatzu (rig.), 19’ st Feola.

NOTE: ammoniti Dametto (O), Perna, Sanchez e Marotta (G). Spettatori: 800 circa.

OLBIA

Chi di 3-0 perisce, di 3-0 ferisce. L’Olbia cancella in un solo colpo la sconfitta con l’Arzachena e sotterra in profondità le scorie del derby da smaltire. Cosa non semplice, quando le tre sberle le hai prese dai cugini dell’Arzachena, nella peggiore serata della gestione Mereu. Ci hanno pensato Ogunseye e Ragatzu, con Feola intruso di successo, ad archiviare la pratica.

La partita con la Giana Erminio inizia così con lo sguardo rivolto al passato, quando per un tempo l’Olbia ha provato a ritrovare se stessa, la brillantezza del suo gioco e l’efficacia delle sue trame. La squadra di Gorgonzola lo sapeva, così ha scelto di aggiungere sabbia agli ingranaggi degli olbiesi. La ricerca dell’Olbia perduta è durata così meno di mezz’ora, quando un cross di Ragatzu dalla sinistra al 28’ ha trovato la testa di Ogunseye, che ha indovinato il sette nella porta di Sanchez. La reazione della Giana è in un cross di Foglio messo da Aresti sopra la traversa e qualche segnale della gloria (e dinamismo) che fu dagli ex serie A, Bruno e Pinardi. Nulla di trascendentale, anche se il gol dà certamente all’Olbia più fiducia in se stessa. La novità di giornata è Senesi al posto di Murgia, nell’interpretazione del ruolo di trequartista diversa, con l’ex Cynthia più ala che rifinitore.

Messi da parte i manuali di psicologia, il secondo tempo propone il tema classico difesa-contropiede, con la variante Ragatzu, che comincia a inventare calcio e dopo due minuti sfiora il gol con un tiro incrociato dopo aver mandato al bar mezza difesa lombarda. Prima che si comincino a materializzare nuovi fantasmi, ci pensa Sanchez a dare una mano all’Olbia atterrando in area con un’uscita azzardata Ragatzu. Il 10 dell’Olbia dal dischetto è una sentenza e realizza il gol numero nove del suo campionato, confermandosi capocannoniere del girone A. Al 19’ secondo tempo il tris: Muroni crossa e Feola spizza di testa trovando l’angolino con una parabola beffarda. Girandola di cambi che non tolgono o aggiungono
nulla ai (pochi) residui contenuti tecnici di una gara archiviata dall’Olbia con autorità, dimostrando che la sconfitta contro l’Arzachena non ha affossato ma ha fortificato spirito, gambe e idee di gioco. Sperando di non doverci più tornare sopra.

Giandomenico Mele

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