America's Cup, Adelasia cerca sponsor ed equipaggio

Vela, Renato Azara affida a Duccio Colombi l’incarico di varare il team che terrà alto il vessillo dei Quattro Mori ad Auckland

OLBIA. Da San Pantaleo ad Auckland. Dalle regate nel Mediterraneo alla sfida il cui solo nome fa tremare i polsi dell’ultimo appassionato di vela: l’America’s Cup. Renato Azara, visionario imprenditore gallurese nel settore della nautica, appassionato di vela e creatore di Adelasia di Torres, l'imbarcazione che porta il nome dell'ultima giudicessa di Torres, ha annunciato la partecipazione all’edizione 2021 della Coppa America. Una lunga navigazione, che potrebbe condurre Azara alla sfida più importante della storia velica sarda, con l’isola che affiancherebbe una sua imbarcazione a Luna Rossa.

Dopo l’annuncio la parola d’ordine è prudenza. Si sa solamente che al fianco di Azara ci sarà l’ormai inseparabile Duccio Colombi, un nome importante della vela italiana, fondatore di Phi Number, struttura che è stata capace di creare in pochi mesi un team vincente e dalla forte impronta sarda come quello di Adelasia di Torres. Il suo ruolo sarà fondamentale per la costruzione di un equipaggio adatto all’impresa di una vita: Colombi in carriera ha vinto 11 campionati italiani in diverse classi veliche, due campionati europei e quattro campionati del mondo. Tutti risultati raggiunti con equipaggi non professionisti. Nel 2012 è stato anche insignito dal Coni della Medaglia d'oro al valore atletico.

«Parteciperemo alla Coppa America e la barca, tutta in carbonio, sarà costruita a Olbia – ha rivelato Azara –. È pronto il consorzio e stiamo già mettendo insieme gli sponsor. Si tratta di un consorzio aperto, perché intorno al progetto di Adelasia contiamo di portare la Sardegna intera. La portata rivoluzionaria di questo progetto, infatti, sta nel fatto che non vogliamo un cantiere che costruisca la nostra barca, ma che il cantiere diventi partner di questa sfida».

La prima sfida sarà ovviamente quella di costruire uno scafo all’altezza della Coppa America. Soprattutto alla luce delle nuove regole approvate il mese scorso da parte di Emirates team New Zealand, il defender del più prestigioso e antico trofeo velico del mondo. La nuova imbarcazione, denominata AC75, sarà un monoscafo rivoluzionario, della lunghezza di 22,86 metri, dotato di appendici lunghe oltre cinque metri ciascuna, che promettono velocità e spettacolo in ogni condizione di vento e di mare. Abbandonata la caratteristica chiglia, la nuova imbarcazione da regata sfrutta la tecnologia dei foil, vere e proprie lame immerse nell'acqua sul modello di quelle montate negli aliscafi, che consentono di sollevarsi e di volare letteralmente sull'acqua, riducendo al minimo l'attrito dello scafo con il mare.

I dettagli con le specifiche tecniche saranno diffusi soltanto il 31 marzo dell’anno prossimo, ma questa sorta di fuga di notizie controllata ha centrato sicuramente l’obiettivo
di stimolare curiosità e interesse. Lunga 75 piedi, come il Moro di Venezia o Luna Rossa, l’AC75 rappresenterà il primo traguardo da tagliare per Renato Azara e il suo progetto. La nuova visione di uno skipper “visionario”.

Giandomenico Mele

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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