Sechi, il rigorista che odia fare il portiere

Nel giorno di Brignoli ha segnato anche lui (dal dischetto) il pari dello Stintino. Felice? «Sì, perché fare il numero uno mi ha stancato»

SASSARI. Nel giorno di Alberto Brignoli in un campo della periferia del pallone, nell’Eccellenza sarda un altro portiere andava in rete. Non con lo stesso clamore del numero uno del Benevento, che contro il Milan ha regalato ai suoi il primo storico punto in A, ma anche il gol segnato su rigore al Ghilarza dall’estremo difensore dello Stintino, Antonio Sechi, vale. Anzi, vale di più perché Antonio Sechi è un portiere vero, tanto vero che nel rispetto di un ruolo che si dice spetta solo a chi dev’essere un po’ “pazzo”, lui dice di non poterne più, di giocare in porta.

La storia è semplice, racchiusa in meno di novanta minuti. Al 15’ lo Stintino va sul dischetto con Doukar, capocannomniere del campionato. Che si fa parare il tiro. Lo Stintino passa in vantaggio dopo 10 minuti, ma viene raggiunto. In avvio della ripresa, al 3’, nuovo rigore per lo Stintino e Antonio Sechi lascia la porta, avanza, prende il pallone, lo sistema sul dischetto e da bomber di razza spiazza il collega Fadda. Non è finita perché Sechi, dopo aver parato l’impossibile, deve arrendersi a Stocchino. Un altro rigore, guardacaso.

«Era da sette anni e un giorno a domani che non segnavo – ci scherza sopra Sechi, sassarese, 33 anni – , avevamo vinto per 1-0, sempre con un mio rigore. Giocavo nel Calangianus in Eccellenza».

Ne ha girate di squadre, dalla Robur Sennori dove è cresciuto alla Torres, all’Ilvamaddalena e da quest’anno nel neopromosso Stintino.

Com’è andata?

«E’ andata che Doukar aveva sbagliato e ho chiesto di tirare io. Ci siamo dati un occhiata con mister Udassi... ma ero abbastanza distante dalla panchina. Penso che abbia approvato – sorride –. E ho segnato».

Dedicato a chi?

«A nessuno. Anzi a me stesso dài. Abbiamo festeggiato il giusto, pensavamo al risultato».

Un colpo preparato in allenamento, passando da un ruolo all’altro?

«No, io i rigori li calcio e basta, non ne paro più – prosegue –. Ma ho giocato sempre da portiere, purtroppo. E’ una vita che lo faccio ma in realtà volevo fare l'attaccante. Il portiere come ruolo non mi piace».

Come si vede allora, sul campo di calcio?

«Come un giocatore di movimento, dai piedi buoni, che smazza assist. E’ così che gioco d’estate, con gli amici».

Lo Stintino vola in classifica, anche grazie a lei.

«Di recente abbiamo fatto qualche pareggio di troppo ma siamo sempre in alto. Domenica giochiamo in casa della capolista Sorso, vediamo. Ma vogliamo continuare a sognare».

E lei, a segnare.


«Il nostro rigorista è Doukar ma se c’è da tirarne un altro, sono prontissimo».

Quindi i tifosi dello Stintino non si preoccupino. Antonio Sechi, il portiere che non vuole fare il portiere, continuerà a essere un numero uno. Perché è bravo, e sa anche segnare.

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