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Una Dinamo col passo del gambero

Basket, nel nuovo anno il bilancio dei sassaresi è di 5 vittorie e 8 sconfitte. Ora servono 4 successi nelle ultime 5 gare

SASSARI. Il freno a mano tirato, qualche infortunio e tantissima sicurezza persa strada facendo. La Dinamo resta chiusa nel garage di Olbia, dove coach Zare Makovski e il suo staff stanno lavorando insieme alla squadra per rimettere a punto una macchina che va sempre più spesso fuori giri. Con cinque gare della stagione regolare ancora da giocare e con un calendario decisamente complicato, per entrare nei playoff i sassaresi hanno bisogno di giocare un finale di campionato di altissimo livello. Ben superiore, per esempio, a quanto fatto da inizio anno a oggi.

La situazione. Il motore della Dinamo in questa stagione raramente è andato a pieni giri: la discontinuità di rendimento è il fattore che più a caratterizzato l’ottavo campionato dei sassaresi nella massima serie, insieme ovviamente all’atavica difficoltà nel condurre in porto vittoriosamente le gare punto a punto. Oggi il Banco di Sardegna occupa la decima posizione con 24 punti in 25 partite, a braccetto con Cremona e Torino che però sono rispettivamente ottava (e con una partita da recuperare) e nona per la classifica negli scontri diretti, e con Varese, che ha vinto 8 delle ultime 10 partite ed è in piena risalita. Ma l’andamento già altalenante della Dinamo, negli ultimi mesi ha subito un ulteriore importante rallentamento. Per quantificare la perdita di “gas”, è sufficiente confrontare la classifica della serie A dopo 12 giornate, ovvero alla fine dell’anno solare 2017, con quella delle successive 13 gare.

Discesa libera. Dopo 12 giornate la Dinamo si trovava al sesto posto in classifica con 14 punti, con un bilancio non roboante ma sicuramente positivo: 7 vittorie e 5 sconfitte. Davanti a lei la capolista Brescia (10 vittorie, 2 sconfitte), Avellino e Milano (18 punti), Torino e Venezia (16). Alle sue spalle, con 12 punti il terzetto composto da Cantù, Trento e Virtus Bologna, poi Cremona e Capo d’Orlando a quota 10. Tre mesi e mezzo più tardi, la situazione per quanto riguarda Bamforth e compagni è sensibilmente peggiorata. Prendendo in considerazione soltanto le gare giocate nel 2018, la Dinamo si troverebbe soltanto in dodicesima posizione, con 13 gare giocare, 5 vittorie e 8 sconfitte. Curiosamente, lo stesso passo è stato tenuto dalla The Flexx Pistoia, alla quale i sassaresi faranno visita domenica nel matinée valido per la ventiseiesima giornata della serie A. Peggio di Sassari e Pistoia, nelle ultime 13 giornate, hanno fatto soltanto la Fiat Torino, che dopo la vittoria a sorpresa della Coppa Italia ha avuto un crollo verticale, la Vuelle Pesaro (3 vittorie e 10 sconfitte) e la Betaland Capo d’Orlando, anch’essa in discesa libera con 13 sconfitte consecutive.

Missione playoff. Le ultime 5 giornate della regular season proporranno tanti scontri diretti (questo weekend, per esempio, si giocano Torino-Bologna e Cremona-Trento) ed è dunque complicato individuare quale potrebbe essere la quota playoff. Andando a spanne, si potrebbe ipotizzare quota 32 punti, e questo significherebbe che la squadra di Zare Markovski dovrebbe vincere almeno 4 delle restanti partite. Un’operazione non impossibile ma sicuramente complicata, considerando l’attuale passo da gambero dei sassaresi e tenendo presente che dopo Pistoia le avversarie saranno Venezia (in casa), Avellino e Trento in trasferta, prima della chiusura al PalaSerradimigni
contro una Pesaro ancora inguaiata nella lotta per la salvezza. Ma la Dinamo, nonostante gli alti e bassi e un umore non certo ideale, ha le potenzialità per centrare l’obiettivo. A coach Markovski il compito di trovare – e accendere – l’interruttore.


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