Infermiere e bomber, Sergio Talloru è l’...alieno del calcio

Atzara e la Seconda (126 reti in 100 gare) come scelta di vita: «Ma se non trovo lavoro mi sa che dovrò salire di categoria» 

ATZARA. L’«alieno» è sbarcato ad Atzara. All’anagrafe Sergio Mauro Talloru, “battezzato” e apprezzato come – appunto – l’alieno («Un soprannome che mi porto dietro dai tempi in cui giocavo a Tonara per via dell’imprevedibilità fuori dal comune nell’uno contro uno»), il trentaduenne centrocampista offensivo originario di Sorgono sta scrivendo pagine di storia calcistica nel piccolo centro del Nuorese, la cui squadra milita nel girone E della Seconda categoria.

Centoventisei gol in cento partite disputate in quattro anni di militanza sotto la casacca rossoblù. Numeri epici, da leggenda calcistica per un ragazzo che ha scelto di sua spontanea volontà di calcare esclusivamente i prosceni minori della galassia pallonara.

«Il calcio non è tutto nella vita. Mi posso ancora considerare un malato di pallone tuttavia, rispetto al passato, ho dovuto fare delle scelte. Drastiche e dolorose. Dopo il settore giovanile a Tonara e le esperienze a Ovodda e Allai, sono tornato a Tonara dove dalla Prima categoria siamo stati promossi in Promozione. A quel punto ho dovuto mettere nel cassetto i sogni. Troppo, l’impegno richiesto. Sono un infermiere, allenamenti e partite risultano spesso inconciliabili con i turni che caratterizzano il mio lavoro. E’ per questo motivo che ho optato per la Seconda categoria. L’Atzara ha perfettamente compreso le mie esigenze. Quattro anni fa sono approdato in questa società grazie soprattutto al presidente di allora, Antonio Demurtas, una persona a cui dedico il mio successo perché lo merita davvero grazie a tutto quello che ha fatto per il sodalizio rossoblù».

I fatti e i numeri stanno legittimando la scelta.

«Dopo i 26 gol della prima stagione, sono andato a segno 44 volte e 27 nelle successive. Quest’anno sono a quota 29, nonostante abbia o dovuto saltare sei partite per motivi di lavoro».

Talloru si dipinge così. «Un centrocampista a cui piace partire da lontano per poi riuscire a vedere la porta con buona facilità». I suoi modelli calcistici provengono dalla galassia bianconera. «Sono un tifoso sfegatato della Juventus e ho trovato una compagna di vita, Valentina, che condivide con me questa grande passione».

Gli occhi brillano, il sentimento è forte. «Se ho scelto di giocare ad Atzara, è anche per stare vicino a lei che è originaria come me di Sorgono. E’ bello trascorrere le giornate con le persone che ami accanto. Insieme a lei seguiamo il calcio, ma trascorriamo anche tanto tempo in mezzo alla natura dedicandoci a gite ed escursioni. Questa è la mia vita e sono molto contento di tutto quello che faccio. Un’unica pecca. Dopo aver lavorato per tanto
tempo come oss a Milis, al momento mi trovo in cerca di occupazione: solo lavori saltuari e qualche domiciliare. Se dovesse perdurare questa situazione, l’anno prossimo cercherò di cimentarmi di nuovo in una categoria superiore per rimettermi alla prova e tuffarmi in una nuova avventura».

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