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La Dinamo si sveglia tardi, ora i playoff sono un miraggio

I sassaresi hanno regalato i primi 25’ a Trento ed è stato inutile vincere gli ultimi due quarti Mercoledì bisogna battere Pesaro e sperare che Cantù scivoli in casa contro Brindisi

INVIATO A TRENTO. Più recriminazioni che speranze, più impotenza che propensione ad accogliere risultati favorevoli dagli altri campi. Niente miracolo alla Blm Group Arena di Trento, dove la Dinamo perde per 87-81 una partita iniziata male, proseguita peggio e rimessa parzialmente in piedi solo nell’ultimo. Al cospetto di una delle squadre più in forma del campionato (con quelle di ieri la Dolomiti Energia ha messo insieme 11 vittorie nelle ultime 12 partite) e che basa la sua forza su fisicità e atletismo, i sassaresi si sono decisi a “scendere nell’arena” troppo tardi, gettando via il fioretto e impugnando la clava soltanto da metà terzo quarto in poi. Dal disastro del -21 (61-41 al 27’) al miracoloso -5 (74-69) del 36’, senza però riuscire a trovare la stoccata decisiva. L’ennesima incompiuta di una stagione che potrebbe chiudersi già mercoledì.

Playoff lontanissimi. Le contemporanee sconfitte di Cantù a Capo d’Orlando, di Bologna in casa con Avellino e di Cremona a Varese lasciano socchiusa la porta che conduce alla seconda fase: i ragazzi di Markovski devono assolutamente battere Pesaro mercoledì sera al PalaSerradimigni e sperare in una serie di risultati favorevoli dagli altri campi, in particolare una sconfitta di Cantù, che ospita una Brindisi già salva. Stavolta, più che mai, il Banco dovrà affidarsi anche alla buona sorte, che – al di là di errori e demeriti vari – quest’anno di certo non si è fatta vedere molto spesso.

Metà gara regalata. La Dinamo ha regalato completamente almeno 25 minuti agli avversari, si diceva, alla ricerca delle contromosse giuste per aggirare la linea Maginot allestita da coach Buscaglia tra la metà campo e l’arco del tiro. Trento è andata subito in controllo (17-8) e ha doppiato i sassaresi sul 30-15 già al 2’ del secondo periodo. All’enorme divario a rimbalzo (18-10 a metà gara) si sono aggiunti pessimi attacchi che hanno innescato le rapide transizioni di Silins e compagni, che non a caso sono andati al riposo sul 45-30, con un significativo 12/14 da 2 punti che la dice lunga sulla qualità delle soluzioni costruite.

La partita vera. La Dinamo è lentamente rientrata in partita affidandosi in attacco a Jones e Hatcher, ai quali si è aggiunto un Polonara che ha chiuso in crescendo. Ma il “clic” è arrivato con il quintetto con tre piccoli, che ha alzato l’intensità ai limiti consentiti dal regolamento e si è messo
a giocare ad armi pari sul suo terreno tanto amato dai trentini. E a partita praticamente riaperta, a fare la differenza è stata la freddezza dei padroni di casa, che nell’ultimo quarto hanno colpito sistematicamente la coperta corta dei sassaresi, infilando cinque triple fondamentali.

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