Gigi Datome sogna un’altra notte magica

Scattano oggi a Belgrado le Final Four dell’Eurolega di basket. L’olbiese e il suo Fenerbahce vogliono un clamoroso bis

SASSARI. Dalla notte magica di Istanbul di un anno fa, alla magia di un’altra città che vive e respira basket. Oggi a Belgrado si alza il sipario sulla Final Four dell’Eurolega di basket, con il Fenerbahce di Gigi Datome che si presenta all’appuntamento per la terza edizione consecutiva, per la prima volta da campione in carica, dopo il trionfo del 2017 in finale sull’Olimpiakos.

Quella sera il campione olbiese alzò la coppa ma ci rimise la zazzera, con il compagno di squadra Pero Antic che durante i festeggiamenti tagliò il suo celebre codino.

Non è dato sapere cosa abbia messo in palio quest’anno: di certo Datome e il Fener, che alle 18 affrontano lo Zalgiris Kaunas nella prima semifinale (alle 21 c’è il confronto tra Cska e Real Madrid) si ripresentano all’appuntamento più importante della stagione con grandi propositi.

L’anno scorso siete arrivati alla Final Eight affamati, dopo la sconfitta in finale all’overtime dell’anno precedente. Oggi, da campioni continentali in carica, rischiate di avere meno fame rispetto al 2017?

«Assolutamente no. Arriviamo da vincitori e preferisco questa situazione piuttosto che la precedente, perché significa che la coppa l’abbiamo alzata. Il segreto è un po’ questo, essere affamati anche se il trofeo l’abbiamo già portato a casa. Sarà la chiave anche in campo: se facciamo una partita aspettando di entrare in ritmo o di innescarci, facciamo un grosso errore. Se invece aggrediamo gli avversari e facciamo sentire da subito la nostra difesa, allora l’approccio è quello giusto».

Si dice che confermarsi a questi livelli sia la cosa più difficile, ma per il Fenerbahce è la terza Final Four consecutiva.

«Restare a questi livelli è difficile, ma era l’obiettivo del club e anche il mio obiettivo personale quando sono arrivato al Fenerbahce: dopo la prima storica Final Four di Eurolega cercare di stabilizzarsi tra le grandi come il Cska e il Real Madrid, squadre che ci partecipano con una certa regolarità. Il nostro general manager Maurizio Gherardini, che è un uomo di grande esperienza, dice sempre che l’importante è arrivarci sempre, perché poi l’occasione giusta per vincere arriva. La formula della gara secca è affascinante ma può anche essere crudele, perciò conta esserci e giocarsela. Noi ovviamente puntiamo a fare il bis ma non possiamo pensare di alzare la coppa se ragioniamo più in là di questa semifinale contro Kaunas. Siamo concentrati solo su questa».

Come vede questa prima sfida?

«Il Kaunas è la sorpresa, quasi la cenerentola, la squadra che accalappia molte delle simpatie dei tifosi perché gioca anche un bellissimo basket, molto fisico ma anche intelligente, bello da vedere. Sono la sorpresa rispetto ai pronostici ma sono anche una realtà, avendo eliminato l’Olimpiacos vincendo in Grecia. Hanno giocato una grande regular season e un grande playoff, sono arrivate meritatamente tra le prime 4 e non possiamo assolutamente trattarle da cenerentola. Dobbiamo considerarle una squadra forte quale sono».

E l’altra semifinale?

«Il Cska è la squadra che ha giocato meglio durante la regular season, hanno una struttura vincente con tanti campioni abituati a vincere, e un contorno all’altezza. Il Real Madrid ha fatto una stagione di alti e bassi ma anche un playoff di alto livello, ribaltando il fattore campo con il Panathinaikos dopo avere perso di 30 in gara1. Hanno grande durezza mentale ed è importante il recupero di Llull dopo l’infortunio: non pensavo che potesse essere già pronto e in grado di incidere
così tanto dopo tanti mesi. Ma lui è un campione ed è un valore aggiunto incredibile per gli spagnoli, che poi hanno anche un certo Doncic, del quale si è parlato per tutta la stagione. Hanno anche loro un roster profondo e soprattutto sono una società che sa come si vince».



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