Tortu non vuole fermarsi «Destinazione Berlino»

Lo sprinter sardo-lombardo parla dopo lo strabiliante 10”03 di Savona nei 100 «Per ora ho solo abbassato il mio personale, voglio essere al top agli Europei»

SASSARI. Una nottata di sonno sereno e profondo, nel letto di casa, i muscoli che reagiscono come una giornata qualsiasi, il cellulare bollente che spara a raffica notifiche di chiamate, messaggi whatsapp, sms. «Quasi tutti dalla Sardegna. Parenti, amici, conoscenti. Mi fa davvero molto piacere. Lo dico sempre: la Sardegna è dentro di me».

Quello di Filippo Tortu è un dolce risveglio: il 10”03 fatto segnare mercoledì pomeriggio nei 100 metri piani al Meeting di Savona è un tempo che fa la storia dell’atletica italiana, ma la storia di questo diciannovenne, nato e cresciuto alle porte di Milano da padre tempiese e madre brianzola, è ancora tutta da scrivere.

Filippo, il record italiano di Mennea è ormai a un soffio.

«Sì, lo so, ma io l’altro giorno a Savona ho soltanto migliorato il mio personale. È un buon risultato, ma non posso assolutamente considerarlo un punto di arrivo».

Ci mancherebbe, visto che compirà vent’anni solo il mese prossimo. E allora come possiamo considerare questa prestazione?

«Come qualcosa di buono, molto buono. Onestamente non mi aspettavo di fare così bene, durante tutto l’inverno ho lavorato bene ma siamo soltanto all’inizio della stagione ed ero convinto, nel caso in cui avessi fatto una gara perfetta, di scendere a 10”08».

Invece è arrivato il “tempone”. Sa che se in finale ci fosse stato lo stesso vento trovato in batteria (+2.0) con tutta probabilità oggi parleremmo di un italiano sotto i 10”?

«Meglio non pensarci. Sono estremamente soddisfatto della mia gara, la batteria è andata bene nonostante un piccolo errore e questo mi ha convinto ad andare in pista anche per la finale con la testa giusta. Mi sono sentito la gamba giusta e non ho commesso errori. Ma posso ancora migliorare».

Stiamo parlando ormai di centesimi di secondo. Come si fa a migliorare ancora?

«Si migliora con il lavoro quotidiano. In questo momento mi sento bene ma non sono ancora al top della condizione, dato che in questi mesi abbiamo lavorato pensando soprattutto agli Europei di Berlino, che sono ad agosto. Sul tipo di corsa direi che ci siamo, ma dovrei riuscire a crescere ancora a livello di condizione. Ecco, direi che questo risultato mi fa venire ancora più voglia di allenarmi».

Questa serenità nel rapportarsi con un risultato strepitoso fa parte del suo carattere o è figlia del lavoro a livello mentale fatto da suo padre, nonché allenatore, Salvino?

«Entrambe le cose. Di sicuro lui mi tiene molto a freno, mi aiuta a concentrarmi al massimo sul lavoro settimanale e poi in gara mi chiede solo di correre, di andare veloce. E poi non possiamo davvero pensare di tirare le somme per una gara che in fondo era solo la seconda uscita stagionale».

Cosa le ha detto a Savona tra la batteria e la finale?

«Le stesse cose di sempre. Stavolta ha aggiunto anche una bella parolaccia, per stemperare la tensione...».

La rivalità con Marcell Jacobs può diventare una “bomba” per l’atletica azzurra.

«Sì, ma non si tratta affatto di rivalità. Siamo amici, ci rispettiamo, vogliamo superarci l’un l’altro e questo dualismo fa molto bene innanzitutto a noi due. Perché avere un confronto rappresenta uno stimolo importante per migliorare, per non mollare mai la presa. E può certamente far bene all’atletica. Però vi assicuro che ognuno pensa per sé, non siamo affatto concentrati su questa sfida tra noi».

Nel frattempo giovedì prossimo c’è il Golden Gala. L’anno scorso fece un figurone.

«È una gara importante, una tappa importante della mia stagione. Non vedo l’ora di correre, in questo momento sono proiettato su questo appuntamento».

Poi ci sarà Berlino...

«Una cosa per volta. Ora sono concentrato sul Golden Gala. E prima di Berlino devo dare un’esame all’università».

A proposito, come va lo studio alla Luiss?

«Bene, benissimo. Staccare dall’atletica e concentrarmi su qualcos’altro è importantissimo. Ora
sto preparando gli esami di Informatica e Storia dell’economia».

Quando viene in Sardegna?

«Sino a fine agosto sarà dura. Ma intanto chiamate e messaggi non mancano. So che c’è tanta gente che mi sostiene e mi fa davvero piacere».

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