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«Sarà un Banco di uomini veri»

Coach Enzo Esposito si presenta: «Allenare a Sassari per me è una grande opportunità»

SASSARI. «Il presidente mi compra la stoffa, io cerco di confezionare il vestito nel migliore dei modi». Il coach del nuovo corso non ha aspirazioni da sarto ma la sua filosofia è tutta nel taglia e cuci quotidiano fatto di lavoro in campo e rapporti umani.

Vincenzo Esposito, il timoniere che guiderà la Dinamo Banco di Sardegna nelle prossime due stagioni, si presenta alla città confermando la fama che l’ha preceduto: idee chiare, grande schiettezza e una voglia matta di mettersi a lavorare. Il tecnico casertano, 49 anni, ieri ha fatto il suo “esordio” in conferenza stampa nella Club House di via Nenni, scortato dal presidente biancoblù Stefano Sardara.

La nuova sfida. «Sono orgoglioso – ha esordito Esposito – della possibilità che mi è stata offerta di allenare e rappresentare una società che ha fatto molto bene e che negli anni recenti ha fatto storia. Si tratta un ruolo di grande responsabilità ma è una sfida che mi intriga tantissimo, non mi spaventa assolutamente, darò tutto sul campo e pretenderò lo stesso dai nostri giocatori. Il contratto di due anni che mi è stato proposto dimostra che il presidente non fa le cose dall’oggi al domani, qui c’è una programmazione solida che dà la possibilità di lavorare seriamente e serenamente. Personalmente questa proposta è il top che mi poteva arrivare in questo momento della mia carriera. La squadra? Cercheremo di mettere insieme il roster migliore possibile, lottare su ogni partita e vincerne il più possibile. L’obiettivo della Dinamo è di restare nell’élite del nostro campionato, ora non saprei dire in quale posizione, ma di certo vogliamo fare bene, costruendo tutto questo settimana dopo settimana, con pazienza e impegno».

Le scelte e le sfide. Esposito ha chiarito che al momento non è stato ancora deciso se optare per il 5+5 o per il 6+6. «La formula dipenderà dalla partecipazione o meno alle coppe europee. Fare le coppe è un valore aggiunto, perché offri una vetrina ai giocatori e agli sponsor, ma tutto questo ha un senso se si tratta di una coppa di un certo livello. Altrimenti va benissimo il campionato». Lo stesso discorso vale per i giocatori, a partire dalla base di contratti già firmati con i vari Bamforth, Pierre, Polonara, Spissu, Devecchi e Bucarelli. «Abbiamo tutto il tempo per fare le cose con calma – ha spiegato il nuovo coach biancoblù –, senza pressione su aspettative astratte: in questo momento non siamo in grado di sapere dove saremo in grado di arrivare. Il passato? Il triplete è qualcosa di meraviglioso che è successo a questa società e a questa piazza, ma fa parte del passato. Bisogna esserne orgogliosi ma si deve pensare all’oggi e al domani. Posso garantire che metteremo impegno e passione per ottenere i migliori risultati possibili. L’importante è non confondere l’entusiasmo e le grandi aspettative con paragoni che possono diventare pressioni. La pressione fa parte del gioco, ci convivo da sempre, ma la troppa pressione è controproducente, ci deve essere il giusto equilibrio».

Gli equilibri. «A volte uso un linguaggio forte – ha aggiunto Esposito –, ma è perché sono una persona sincera, non sono finto né nelle incazzature né nelle gioia. Per me i rapporti personali sono alla base di tutto: ora voglio conoscere a fondo come persone i ragazzi che in questo momento si stanno allenando a Sassari. Valuteremo con serenità le persone prima dei giocatori, l’importante per me è che ognuno rispetti il ruolo che viene loro affidato. Bisogna che tutti abbiano le idee chiare e che accettino
il loro ruolo, questa è una precondizione assoluta: non mi interessa fare una collezione di figurine, preferisco avere uomini che diano tutto per la maglia e per la società. Io da giocatore ero così – conclude il coach –, e questa è la prima cosa che pretendo dai giocatori che alleno».

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