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Il bomber Meloni cerca casa nell’isola

Dopo il flop alla Nuorese «va bene anche l’Eccellenza ma per salire»

NUORO. Dopo 130 reti tra terza e quarta serie il bomber nuorese Giuseppe Meloni cerca una squadra e il rilancio. Meglio se in Sardegna. Va benissimo la “D”, ma anche l’Eccellenza, «con l’obiettivo di salire di categoria», spiega Meloni, 32 anni, nato a Nuoro, con papà di Mamoiada e mamma di Loculi, in Baronia.

L’ultima stagione, in quarta serie, però è per gran parte da dimenticare. La Nuorese, dove si era accasato ad agosto, è retrocessa. Il centravanti l'ha finita male ancor prima, perché messo fuori rosa dalla società, che su di lui aveva scommesso speranze e un bel gruzzolo di soldi, per un torneo di vertice. Meloni lascia la sua città e va a Como, alla corte di un altro nuorese, Ninni Corda: «Il presidente Artedino in pratica mi ha messo alle strette e sono dovuto andare via». A Como , buone prestazioni e alcuni gol. Prima che la ruota torni a girare al contrario. Fine dell’esperienza in riva al Lago, con uno strascico contrattuale: «Non mi pagano da due mesi. Aspetto ancora».

Due delusioni in una sola annata, per r un giocatore abituato a vivere nel tripudio di tifos sin dalle giovanili delle nuoresi Atletico e Puri e Forti. Poi Meloni spesso va in doppia cifra, nell’Arzachena, nella Torres, Savoia e Akragas. L’occasione migliore alla Spal. «Parto bene, ma a ottobre subisco la rottura del crociato. Sei mesi. Poi la ripresa e la soddisfazione di segnare il pari contro il Verona, avversario storico dei ferraresi». Tra molti acuti e qualche caduta di tono, una carriera di valore, che oggi però il bomber nuorese si trova nella situazione di dover rilanciare. «L’impegno non è mai mancato. Siamo incappati un po’ tutti in un’annata storta. Forse, come si suol dire, avremmo dovuto lanciare il cuore oltre l’ostacolo. Questo sì». Del senno di poi sono piene le fosse e Meloni non sembra volerne aumentare le quantità. Si tiene in forma con le sfide a calcetto e tennis, e aspetta la chiamata: «Ripartire dalla Sardegna mi farebbe bene, anche per il morale». Ricominciare da Nuoro sarebbe una sorta di elisir per una nuova giovinezza calcistica. Ma l’aria che tira sul “Frogheri” non è quella respirata nell’agosto dell’anno scorso. E poi c’è Artedino. «Credo che siamo incompatibili, dopo l’esito dell’ultima stagione», chiude Meloni.

Francesco Pirisi