Il Portogallo è solo Cristiano Ronaldo

Un gol in apertura del campione risolve la partita. Il Marocco reagisce ma spreca troppo e si trova già fuori dal Mondiale

PORTOGALLO1

MAROCCO0

PORTOGALLO (4-4-2): Rui Patricio, Pepe, Fonte, Soares, Guerreiro, Moutinho (43' st Adrien Silva), JoÒo Mário (24' st Fernandes), Bernardo Silva (13' st Gelson Martins), W.Carvalho, Cristiano Ronaldo, Guedes (A disp: Ruben Dias, Mário Rui, Ruben Pereira, Bruno Alves, Quaresma, Andrè Silva, Andrè Silva, Lopes, 22). All.: Santos.

MAROCCO (4-3-3): M. Mohamedi, Dirar, Benatia, Hakimi, Da Costa, Belhanda (29' st Carcela-Gonzales), El Ahmadi (41' st Fajr), Boussoufa, Amrabat, Ziyech, Boutaïb (24' st El Kaabi) (A disp: Mendyl, Harit, S. Amrabat, Saïss, En-Nesyri, Bouhaddouz, A. Reda Tagnaouti, Bono). All.: Renard.

ARBITRO: Geiger (Usa.

RETI: 4' Cristiano Ronaldo.

MOSCA

L'extraterrestre colpisce ancora, anche in giornate di piccolo cabotaggio. E grazie alla quarta perla di Cristiano Ronaldo in due gare un piccolo Portogallo si avvia alla qualificazione agli ottavi. Mastica amaro invece il Marocco che dopo due sconfitte saluta Russia 2018. La nazionale del bel tenebroso Hervè Renard dopo il gol subito in apertura si insedia nella metà campo avversario e non molla le iniziative con poca lucidità e zero fortuna. Suona la carica incessantemente Hakim Ziyech, incursore mancino dell'Ajax nel mirino della Roma, ma la porta è stregata, le soluzioni offensive approssimative, al resto pensa Rui Patricio.

Il Portogallo non ripete la prova che ha imbrigliato la Spagna: Joao Mario fa l'operaio, Moutinho fa un po’ meglio di un irriconoscibile Bernardo Silva, pupillo di Guardiola, mentre Pepe e Fonte si arrangiano col mestiere. Delude anche l'emergente Guedes. Ma basta e avanza Cr7 che dopo il gol regala un assist, arretra per dare una mano a una squadra in evidente difficoltà. In attesa di decidere dove giocherà il prossimo anno, continua a sfornare numeri da fenomeno: 7 gol in 4 mondiali e stacca di una lunghezza Ferenc Puskas a 85 gol come goleador di tutte le nazionali, 8 più di Pelè, 21 più di Leo Messi.

A segnare il passo è un Marocco ricco di buone individualità: spiccano, oltre a Ziyach, il roccioso e inesauribile Nordin Amrabat, i centrocampisti Belhanda e El Ahmadi, mentre l'errore in apertura di Da Costa che si perde Ronaldo orienta il match. Benatia si batte come un leone, a volte è troppo falloso e in varie occasioni sfiora il pari da attaccante aggiunto.

Bastano 4' a Cr7 per mandare in tilt la retroguardia marocchina ed indirizzare il match. Su calcio d'angolo la difesa arranca, Da Costa si perde per un attimo l'attaccante che con scatto felino colpisce di testa e fa centro. Un fulmine abbagliante,
una capacità spaventosa di cogliere l'attimo. E la gara prende una piega diversa con gli europei che controllano con una melina a tratti fastidiosa, tutti gregari intorno al campione che viene malmenato con metodi bruschi da Benatia. Il campione fa, ancora una volta, la differenza.

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