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«L’azzurro e una medaglia che emozioni a Tarragona»

L’isola “lucida” i cinque podi conquistati in Catalogna dai suoi atleti Il play della Dinamo Marco Spissu: «È stata un’esperienza indimenticabile»

SASSARI. «Un’esperienza unica, indimenticabile, così come è unica la sensazione di vincere una medaglia con la maglia dell’Italia». La pattuglia sarda rientra dai Giochi del Mediterraneo con un carico di emozioni e un discreto bottino di medaglie, che ha contribuito al primo posto dell’Italia nel medagliere della manifestazione (156 medaglie conquistate, 56 d’oro), davanti ai padroni di casa della Spagna e alla Turchia. Il contributo della Sardegna è stato di un oro (Stefano Oppo nel doppio pesi leggeri del canottaggio), due argenti (Marco Spissu nel basket 3 contro 3 under 23 e Roberto Biancu nel calcio Under 18), un bronzo (Manuel Cappai nella boxe, categoria 52 kg), oltre alla medaglia d’oro conquistata dal sardo-brianzolo Filippo Tortu, che ha trascinato al successo la staffetta 4x100.

«Una manifestazione splendida – dice il play della Dinamo, Marco Spissu, grande protagonista nel torneo di basket giocato a metà campo –. Non pensavo che mi sarei divertito così tanto. Indossare la maglia azzurra è sempre qualcosa di bello, e poter tornare a casa con una medaglia al collo è qualcosa di fantastico. Rammarico per la finale? Soltanto un pizzico di amarezza, perché contro la Francia siamo stati avanti praticamente per tutta la partita, ma la soddisfazione per questo argento e il piacere dei giorni trascorsi a Tarragona sono le sensazioni, ancora ben vive, che mi porto dietro».

Per un giocatore professionista, com’è giocare a basket su un solo canestro? «Estremamente divertente, e all’inizio non l’avrei detto – conferma Spissu –, ma ormai il tre contro tre è diventato uno sport olimpico e forse sarebbe giusto dedicargli maggiore spazione e maggiore attenzione. Si gioca con grande intensità, in campo ci si diverte e credo che anche chi guarda non si annoi affatto».

E gli altri sardi? «Ho visto che hanno fatto molto bene – dice Spissu –. Io per ovvi motivi ho passato quasi tutto il tempo con i cestisti, ma un giorno a pranzo ho visto Filippo Tortu. Mi sarei voluto avvicinare per salutarlo e fargli i complimenti, ma ho avuto un po’ di pudore. Sarà per la prossima volta».