Maran e il Cagliari che verrà «Voglio passione e umiltà»

Il mister ringrazia Aritzo per l’affetto dimostrato in questi primi giorni di ritiro e fa il punto sulla squadra: «C’è molto da lavorare ma vedo tanta qualità»

ARITZO. Soddisfatto e pronto ad entrare nel vivo. Rolando Maran e il suo Cagliari, un'avventura che sa di buono. Ma inutile perdere tempo nel sottolineare il 9-0: «Una buona sgambata e nulla più. Ci tenevamo a fare festa con questa gente meravigliosa. Fin dal mio arrivo a Cagliari ho percepito un affetto profondo e genuino della tifoseria. Ad Aritzo ho avuto una ulteriore conferma: ma queste attenzioni vanno ripagate e sono un responsabilità in più di cui ci facciamo carico con piacere. Faremo il massimo per rispondere al meglio alle aspettative dei sostenitori del Cagliari». Sulle "indicazioni", il tecnico rossoblù taglia corto: «Abbiamo lavorato su qualche concetto di gioco e ho visto grande disponibilità e partecipazione. I ragazzi si sono messi in luce per una grande voglia di lavorare, entusiasmo e motivazioni importanti. Ecco, già questi elementi sono un ottimo presupposto per il futuro».

Un futuro condizionato dal vai e vieni legato ai movimenti di mercato. Il Cagliari che prende forma e da oggi - dopo la mattinata d'addio in campo allo Stadio del vento - lavora al Centro tecnico di Assemini. Tre giorni di test atletici per approfondire la condizione e quindi il trasloco a Pejo, in Val di sole. Maran accelera: «Il mercato fa parte del nostro lavoro, inutile meravigliarci. Io ho l'obbligo di allenare tutti i ragazzi che sono con me nel migliore dei modi. Poi, qualcuno andrà via e qualche altro arriverà, ma questo è normale. Quel che conta è conoscerci e capirci: questi primi tempi servono per avere indicazioni e poter valutare». Il messaggio è chiaro: tempo al tempo, ma senza esagerare. D'altronde, sul materiale umano a disposizione è più o meno nota la direzione societaria. Ad esempio, l'arrivo di Cerri, e quello di Grassi (Napoli, lo scorso anno alla Spal) che pare in dirittura d'arrivo. Sul tema il tecnico spiega: «Pavoletti e Cerri assieme? Un allenatore deve valutare nei dettagli le caratteristiche dei giocatori a disposizione per poi scegliere ai fini di comporre un mosaico che possa esaltare al massimo le capacità dei singoli e le finalità del gruppo. Poi, nel calcio accoppiamenti impossibili non ce ne sono».

Per Cerri la situazione è in divenire. Ma con la Juve il club e il diesse Carli ragionano su un prestito con diritto di riscatto per un milione di euro più nove. Dal duo dei giganti d'area a Cigarini, in predicato di lasciare l'isola. Con il regista che potrebbe interrompere prima del previsto il triennale che lo lega al club rossoblù: «Per Cigarini parla la carriera, è un calciatore di serie A. Devo allenare lui e gli altri al meglio che posso». Di fatto, una sorta di limbo. Ovvero, un periodo di rafforzamento fisico, atletico e concettuale in attesa del 18 agosto, data ultimo per arrivi e partenze. «No, col direttore Carli non ci siamo dati un periodo limite per le eventuali operazioni di mercato. Ci sono in corso varie trattative ma siamo sereni, ci sono i tempi per metterci al passo. Intanto, proseguiamo col lavoro: adesso, quel che conta sono la disponibilità, la determinazione e la partecipazione».
Insomma, il Maran pensiero è nitido. «Per un allenatore trovare ragazzi che si mettono subito a disposizione non è semplice. Qui ho trovato un gruppo sano e motivato. Ma fatemi rimarcare un aspetto: l'ospitalità di Aritzo con questa genuinità speciale, è difficile da scordare».

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