Chiara Obino si ferma a un passo dal record «Ci riprovo domani»

Un errore nella compensazione vanifica l’assalto ai -86mt. Il tuffo nel blu seguito da decine di appassionati e curiosi

CAGLIARI. E' sfumato a pochi metri dal traguardo, il tentativo di record mondiale di apnea per Chiara Obino. La 42enne dentista cagliaritana non ce l'ha fatta a centrare l'obiettivo: riportare in superficie il "cartellino" che segnava i - 86 metri di profondità, che avrebbe significato il nuovo record di apnea in assetto costante con le pinne. Discesa e risalita con le proprie forze, senza pesi o zavorre. Sembrava che tutto stesse andando per il meglio, quando alle 10.45 al largo di Geremeas, a poche miglia da Villasimius, Chiara Obino ha effettuato la capovolta per iniziare il tuffo di immersione. Nel campo di gara circoscritto da una fila di imbarcazioni, tra le quali spiccavano quella dei giudici e i gommoni della sicurezza, il silenzio e la tensione si sono fatti irreali. Tutti zitti compresi gli addetti ai lavori, che hanno seguito per metro per metro l'immersione, scandita dallo speaker della manifestazione che annunciava le misure di avvicinamento al traguardo. Dieci metri, venti metri, trenta metri poi, poco prima degli ottanta metri, quando tutto sembrava volgere al meglio, è scattato il dietro front.

Chiara Obino, forse per un problema di compensazione, è stata costretta ad interrompere la discesa e ad iniziare la risalita. «Ha girato, risale, andatela a prendere», ha urlato Edmondo Puddu, il compagno dell’apneista e attento supervisore della sicurezza. Così i safety diver, gli apneisti responsabili alla sicurezza, hanno fatto a turno la capovolta e sono scesi in acqua. Il primo è sceso con un acquascooter subacqueo che gli ha permesso di raggiungere velocemente l'atleta azzurra: «Mi sono accorta di non aver fatto i carichi bene ma non sai mai quanto male li hai fatti, quindi ho continuato a scendere – ha detto dopo essere riemersa la sub cagliaritana –. A un certo punto della discesa mi sono accorta che l’aria stava finendo e che non sarei riuscita ad arrivare in fondo. Il piattello era troppo distante. Così ho deciso di tornare indietro anche se ero a sei metri dal record. Ho fatto una serie di errori che non ho mai fatto in allenamento e ho pagato cari. Per compensare la pressione devo lasciar passare aria dai polmoni alla bocca. Oltre una certa quota questo passaggio non si può più fare. E così ho preferito rinunciare».

La tre giorni del Trofeo "Profondamente Sardegna Memorial Fabrizio Accorte", si conclude domani a Villasimius : «Se mi danno l’autorizzazione i medici - annuncia la record woman del Blueworld - posso pensare di ritentare nell'ultima giornata
ma viene prima la salute». Per ora il record mondiale Cmas (Confederazione mondiale attività subacquee) rimane nelle mani della slovena Alenka Artmick e dall’ucraina,Natalia Zharkova, che l'anno scorso nelle acque di Kas, in Turchia, erano scese a 85 metri.

Sergio Casano

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