La scommessa di Farias: sarà l’anno mio

L’attaccante rossoblù incassa la fiducia di tecnico e società e promette di riscattare una stagione con più ombre che luci

CAGLIARI. La scommessa tra le scommesse in casa rossoblù? Diego Farias. «Ci ho parlato a lungo e me ne assumo la responsabilità: Diego può essere pedina di straordinaria importanza del Cagliari». Per Marcello Carli, direttore sportivo del club di Tommaso Giulini, il mago di Sorocaba per il management è il jolly di una stagione che vale oro sotto numerosi punti di vista.

Intanto, per esorcizzare definitivamente l'ultimo campionato, chiuso con l'acqua alla gola al sedicesimo posto. Poi, per ripartire con lo slancio giusto in una stagione che si annuncia, da Cristiano Ronaldo in giù, ricca di aspettative e pallone che piace. Infine, per la carriera del numero 17. Farias ha dalla sua una tecnica e un guizzo da massima serie. Ma la continuità che certifica i grandi di talento va spesso a corrente alternata. Da qui, una sfida nella sfida. Per il fantasista, 28 anni, quarta stagione al Cagliari, che deve trovare la giusta dimensione. «Iniziamo un nuovo anno, voglio aiutare la squadra a raggiungere i suoi obiettivi. Puntiamo ad arrivare il più in alto possibile per dare gioia a tutti i nostri tifosi» le parole di Dieguito nel primo giorno di vacanza dato da Maran.

Motivato e pronto. Forte dell'incoraggiamento del tecnico e del suo staff, oltre che dell'assist di Carli, Farias sa di non poter sbagliare. Reduce da una stagione con un solo gol (di schiena, su rinvio sbilenco di Viviano della Samp) in 28 gare, volta pagina: «Abbiamo lavorato bene in ritiro. L'obiettivo? Salvarci prima possibile». Messaggio chiaro. Sul ruolo maggiormente provato tra Aritzo e Pejo, da seconda punta al fianco di Pavoletti, poche storie: «A noi attaccanti il mister chiede cose semplici: aiutare la squadra stando stretti e attaccare la porta cercando la profondità».

Per il brasiliano il mattino della stagione ha davvero l'oro in bocca. Carico e motivato, Farias ha un auspicio che ingolosisce i tifosi: «Mi auguro di segnare di più. In ogni caso, la squadra viene prima di tutto: se segno o faccio assist mi fa piacere, è una gioia, ma solo se sono utili al raggiungimento dei traguardi del Cagliari».

La storia siamo noi, canta Francesco De Gregori. Quella del numero 17 che a gennaio pareva aver chiuso la sua avventura al Cagliari, è una storia che può brillare. «Partiamo con

due scontri diretti, con Empoli fuori e Sassuolo in casa. Ma non importa contro chi giochiamo, conta fare più punti possibile per iniziare bene la stagione. Ripeto, la sola cosa importante è arrivare alla salvezza il prima possibile».

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