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Orgoglio sardo a Glasgow con Francesca e Stefano

Agli Europei l’oristanese Oppo è terzo nel doppio pesi leggeri di canottaggio Per la quartese Deidda un argento e un bronzo con la nazionale di sincronizzato

ORISTANO. La Sardegna si esalta nell’acqua della Scozia. Quella della piscina di Glasgow dove la sincronette quartese Francesca Deidda ha pescato un bronzo sabato nel Team Free e un argento ieri nel Combinato, e quella del campo di regata del canottaggio di Strathclyde dove l’oristanese Stefano Oppo ha vinto il bronzo nel due senza pesi leggeri, insieme allo storico compagno Pietro Ruta. Dopo il terzo posto nella prova a squadre dietro Russia e Ucraina, ieri Francesca Deidda si è superata trascinando l’Italia sul secondo gradino del po nel libero combinato. Per le azzurre è la quarta medaglia conquistata in altrettante finali continentali. Protagoniste insieme alla stella quartese sono state Beatrice Callegari, Domiziana Cavanna, Linda Cerruti, Costanza Di Camillo, Costanza Ferro, Gemma Galli, Alessia Pezone, Enrica Piccoli e Federica Sala, precedute solo dall’Ucraina e seguite dalla Spagna.

Dall’orizzonte ristretto della piscina si passa poi a quello più ampio del bacino che ha ospitato le gare di canottaggio. Una medaglia era quasi un obbligo e Stefano Oppo e Pietro Ruta non hanno tradito, portando ancora una volta l’equipaggio azzurro sul podio. È stato bronzo e forse un pizzico di delusione c’è, ma è un bronzo europeo e prima di storcere il naso è il caso di pensare all’importanza del risultato che conferma il due senza pesi leggeri ai vertici del canottaggio mondiale.

Certo, le premesse per un argento o addirittura per un oro ci potevano essere, ma Stefano Oppo e Pietro Ruta hanno comunque fatto una gara eccellente con un tempo validissimo che non fa che mettere in risalto la bontà del lavoro sin qui svolto che aveva già portato i due compagni a trionfare nella tappa di Coppa del mondo a Linz. Oppo e Ruta sono partiti fortissimo, ma già a metà gara, il passo della Norvegia è diventato insostenibile. Il problema è che l’imbarcazione irlandese, che aveva potuto risparmiare energie in una semifinale meno combattuta rispetto a quella che aveva visto in acqua gli azzurri, è risalita fortissimo mettendo la propria prua davanti a quella italiana. Il finale è stato un emozionante testa a testa proprio per il piazzamento d’onore e alla fine, tra le due imbarcazioni tricolore, l’ha spuntata quella della verde Irlanda.

La Norvegia ha chiuso con un tostissimo 6’ 20” e 85 centesimi, l’Irlanda ha fermato il crono sul 6’ 22” e 84 centesimi, mentre Stefano Oppo e Pietro Ruta hanno tagliato il traguardo 46 centesimi dopo. Un’inezia che cambia il colore e il metallo della medaglia, ma va bene lo stesso anche perché, come ha spiegato Stefano Oppo, la gara è stata condizionata dal vento traverso che ha creato un po’ di problemi agli equipaggi. «Siamo partiti bene come sempre – racconta l’atleta oristanese – mentre l’Irlanda ha attaccato forte nella seconda parte di gara. Abbiamo reagito e ci siamo difesi bene, ma non è bastato. Era chiaro che dopo la nostra vittoria in Coppa del mondo a Linz gli avversari ci avrebbero studiato. Va bene così, abbiamo fatto una buona prestazione e ora lavoriamo per il mondiale».

Non è finita qui, anzi quello di Glasgow è solo l’inizio, il primo foglio di un calendario con altre pagine da strappare. Le ultime saranno quelle di settembre. A Plovdiv in Bulgaria si lotta per il mondiale.