Profilo greco per la Torres tra i pali sarà sfida ellenica

L’occasione di Babis Tsoulfas, 18enne portiere di 1.94 garantito da Karasavvidis «Mi giocherò il posto con Vassili Kinalis, qui mi trovo benissimo e si lavora tanto» 

SASSARI. Il calcio non ha più confini. Basta dare uno sguardo alle rose delle squadre di tutte le categorie per constatare una grande apertura ai giocatori d’oltre frontiera. Oggi più di ieri. Non sorprende quindi che anche la Torres abbia in rosa i suoi stranieri. Non è la prima volta perché sono stati molti gli atleti di varie nazionalità che hanno indossato nel tempo la maglia rossoblù: sudamericani, africani ed europei sono passati per Sassari lasciando per la verità pochi ricordi. Solo uno è riuscito a scaldare il cuore del popolo rossoblù, Theo Karasavvidis. Oggi la Torres si ritrova in rosa ben cinque stranieri, quattro greci e un ucraino, oltre al rumeno Bilea che però può essere considerato sardo visto che è in Sardegna da quando era piccolo. Ma è la lingua di Omero la più gettonata in casa rossoblù. Vassili Kinalis, Babis Tsoulfas, Vangelis Xagoraris e Kostantinos Morfakis, portieri i primi due, attaccanti i secondi, danno alla nascente squadra sassarese una significativa connotazione ellenica. Vedremo se i quattro greci riusciranno a emulare le gesta del loro mentore Karassavidis che li ha segnalati e raccomandati alla Torres. Intanto, i quattro stanno lavorando sodo agli ordini di Pino Tortora. E stanno integrandosi nel gruppo dove sono stati accolti con grande affetto da tutti compagni.

«Stiamo facendo una bella esperienza – dice Babis Tsoulfas, gigantesco portiere del 2000, il più giovane dei quattro, alto 1,94 – Siamo stati accolti benissimo e l’ambientamento sta procedendo bene. Peraltro abbiamo la sensazione di essere in una famiglia e quindi ci sentiamo come a casa. Sarà importante riuscire a superare il problema della lingua. Però stiamo facendo molti progressi e ci siamo già impadroniti dei termini tecnici utili per poter lavorare bene sul campo. Con i compagni ci capiamo e credo di poter dire che presto saremo in grado di esprimerci anche in italiano».

Non ci sono problemi di nostalgia di casa: «Assolutamente no – continua Tsoulfas – sta andando tutto alla grande e siamo contenti di fare una esperienza così importante per noi. Semmai – aggiunge il portiere – abbiamo dovuto fare i conti con l’intensità con la quale si svolgono gli allenamenti. In Grecia i ritmi sono sicuramente più bassi ma abbiamo capito subito quanto sia importante lavorare con impegno e determinazione per ottenere i migliori risultati». Babis Tsoulfas si giocherà la maglia da titolare col collega Kinalis, un anno più ”anziano” e sicuramente più esperto. A vederlo lavorare agli ordini del preparatore Bobo Gaspa si capisce che il ragazzo ha qualità e che è in grande crescita. «Mi giocherò il posto – dice – con l’amico Vassili – ma non sto pensando a questo. Ora devo solo continuare a lavorare, poi vedremo». I giovani non sempre mantengono le promesse ma qualche volta le previsioni di crescita vengono confermate
dai risultati. E su uno come Babis Tsoulfas la Torres conta molto anche perché, a differenza di altri, è di proprietà della società. Un prospetto del genere, per l’età, il fisico e le qualità che già si evidenziano, va curato e allevato nel migliore dei modi.

Daniele Doro

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