Calcio algherese mai così sgonfio

Restano Audax e Treselighes. Gli ex presidenti si indignano: la scusa del campo inagibile non regge

ALGHERO. Che il mondo del calcio, soprattutto in Italia, sia in crisi è un dato di fatto. Dai professionisti sino ai dilettanti ogni giorno le cronache sono piene di società allo sbando. Sempre meno sponsor e, soprattutto, mancanza di una classe dirigenziale che sappia gestire e programmare seriamente. Il calcio algherese, tolte pochissime eccezioni, può essere preso come esempio da non seguire. Dopo la Polisportiva Alghero spariscono lo Sporting Alghero (ex Loretella Sa Segada ), il Fertilia, e ora il 1945 Alghero e il Maristella. A rappresentare il calcio catalano rimangono soltanto l'Audax e il Treselighes, che ha residenza a Sassari ma è a tutti gli effetti algherese.

Eppure, qualche anno fa, si arrivò ad assaporare l’emozione del calcio professionistico. Esattamente dieci anni fa, è il 14 agosto del 2008 quando la Polisportiva Alghero viene ripescata in Lega Pro Seconda Divisione. Avventura durata appena due stagioni per poi sparire dai tabulati federali per irregolarità finanziarie. Restano il La Palma e Fertilia che navigano tra Eccellenza e Promozione. Il La Palma cambia nome in 1945 Alghero. Passano le stagioni, dirigenti nuovi, e anche queste società iniziano ad accusare problemi di varia natura, soprattutto economica. Sino alle rinunce di questi giorni. La mancata iscrizione per un problema di campo? Un alibi che non regge, su questo sono concordi alcuni ex dirigenti di Alghero, Fertilia e La Palma come Meloni, Ferroni, Marcias e Simbula.

«È una vergogna non aver iscritto la squadra al campionato – dice senza mezzi termini Bruno Meloni, ex presidente dell'Alghero negli anni ’90 tra serie D ed Eccellenza – stiamo parlando di Seconda categoria. Certo che le strutture sportive vanno curate, ma è stato a mio avviso un atto grave da parte dei dirigenti». Sulla stessa lunghezza Roberto Ferroni, presidente del Fertilia per ben 15 anni. «Quando uno decide di prendere un club, deve assumersi tutti gli onori e gli oneri. La struttura di Fertilia, che non era nostra proprietà, la curavamo come se fosse nostra con lavori di ristrutturazione, cura del campo, pulizia. Non si possono addossare al Comune le responsabilità per non aver iscritto la squadra».

Costantino Marcias, ex vice presidente dell'Alghero e presidente del La Palma tra Promozione ed Eccellenza. «Per anni con il La Palma ci siamo presi cura della struttura di Santa Maria La Palma anche se non di nostra proprietà. Parlo di manutenzione ordinaria, però non ho mai pensato di non iscrivere la squadra. Quando ho avuto la possibilità di cedere il passo ad altri, l'ho fatto però non ho abbandonato senza prima avere certezze». Infine Amabile Simbula che per 30 anni ha diretto il La Palma. «Credo che il problema campi sia un alibi. Anni fa, noi del La Palma, andavamo persino ad asciugare le pozzanghere per rendere il fondo agibile in caso di pioggia perché
allora era in terra battuta. Senza andare molto lontano, attualmente esistono realtà come Stintino e Uri che hanno giocato le ultime stagioni in Eccellenza a Codrongianos e a Olmedo, lo stesso Campanedda quest'anno sarà costretto a giocare a Porto Torres».

Nicola Nieddu

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